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Quel che so di Patrick Head

Pubblicato da Leo Turrini Lun, 28/11/2011 - 20:56

Quando iniziai ad occuparmi di F1 in veste professionale, più o meno all'alba degli anni Ottanta, Patrick Head era già un pezzo grosso. Strettissimo collaboratore di Frank Williams, aveva contribuito alla creazione di una nuova Grande Scuderia. Per almeno due decenni, la Williams ha collezionato vittorie e mondiali, dal niente ha rivaleggiato con un marchio mitico come la nostra Ferrari, ha avuto al volante personaggi clamorosi come Jones, come Reutemann, come Rosberg padre, come Mansell, come Piquet, come Prost, come Ayrton. E sono pure portato a sospettare che Damon Hill sia stato, anche da me, sottovalutato, mentre Villeneuve junior venne certamente esaltato oltre le sue reali capacità.

Vabbè. Dicevo di Head. Lui in questa storia qua c'è sempre stato in mezzo, tra motori Renault e motori Honda. Oltre Manica sostengono che fu lui a salvare il team, quando Frank Williams rimase in carrozzina dopo un terribile incidente stradale. Non so, può darsi. Non me ne stupirei. L'uomo aveva intuizioni tecnologiche ed era un leader, nel contesto della sua professione.

Aggiungo che ad un certo punto Head sposò una mia amica, la Beatriz brasiliana, per lungo tempo pierre di Senna. Ignoro gli sviluppi del matrimonio e ovviamente sono capperi loro. Però fu molto divertente, una volta a Magny Cours, vederli arrivare al Gp di Francia...in moto! Avevano preso il traghetto a Dover, erano sbarcati a Calais, Head amava improvvisarsi centauro e pare fosse pure un notevole 'manico', a dispetto di una panza che immagino si dilatasse per effetto del whisky.

Adesso la Williams ha fatto sapere che Head smetterà di occuparsi di Formula Uno. Farà un passo indietro, in Berlusconi style. Si dedicherà ad altre faccende, sempre per conto della scuderia. Una scuderia che dopo il 1997 non ha più toccato palla, fino al disastro del 2011 appena concluso. L'ultimo mondiale con una Williams fu quello del 2003: se Brawn e il Pinguino, in allegra combutta con Mosley, non avessero fatto vietare dopo l'Ungheria le Michelin 'spiattellate', beh, quel titolo andava a Montoya, secondo me.

Dunque, sommato todo, Head è un personaggio che ha fatto la storia dell'automobilismo.

Io lo ammiro.

Eppure, lo confesso, mi stava rovinosamente sui coglioni.

Motivo?

Una volta, non ricordo dove, l'ho sentito parlare degli italiani con un sarcasmo che sconfinava nel disprezzo.

Restai in silenzio, pur essendo tentato di dirgli: oh, ma mettete il bidè nelle vostre case e poi ne riparliamo, il mio Lord della Minchia.

Right or wrong, my country (Gianni Agnelli).

Ps. Mi sorprende il simpatico interessamento di taluni tra voi a proposito del mio rapporto con Marco Mensurati (che qui ringrazio per la affettuosa citazione). Sarò breve. Mensurati è un giornalista che appartiene alla generazione successiva alla mia. E' molto, molto bravo. E ha anche la virtù del coraggio. Non mi permetto di considerarlo un mio discepolo: legittimamente, potrebbe querelarmi...

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