• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Quando c'era Antonia ai box

Pubblicato da Leo Turrini Gio, 05/05/2011 - 10:47

Raccontando dello spione Coughlan e del suo ritorno ai box con la Williams, mi è venuto in mente un personaggio interessante, evocato anche da alcuni di voi. Mi fa piacere ricordare, allora, la figura di Antonia Terzi.

Beninteso, Antonia è viva e lotta insieme a noi, ci mancherebbe. Però ha lasciato da tempo la Formula Uno ed è un peccato.

La Terzi è stata, sul finire del secolo scorso e all’alba del nuovo millennio, la prima donna-ingegnere protagonista ai box della Formula Uno. Una novità assoluta, se si pensa che fino a quel momento l’elemento femminile era puramente decorativo. C’erano (e ci sono) donne bravissime che lavorano ai box, ma con funzioni connesse alle pubbliche relazioni, gli uffici stampa, i rapporti con le televisioni, eccetera.

Invece Antonia, modenese della bassa, zona San Felice sul Panaro, è un bravissimo tecnico, con una specializzazione nella aerodinamica.

Laureata e assunta dalla Ferrari, è professionalmente cresciuta a contatto con Rory Byrne. Ha insomma studiato ‘dal vivo’ ad una scuola che era, allora, la migliore in assoluto. Non per niente ad un certo punto Jean Todt decise di fare partecipare la Terzi alla vita da Gran Premio, coinvolgendola nella gestione diretta delle corse.

La cosa fece scalpore, ovviamente. In un ambiente maschilista e anche ‘machista’ come la Formula Uno, beh, una donna con la cuffia nelle orecchie, intenta a dialogare con i piloti e con i meccanici, ha rappresentato una salutare innovazione.

Poi è accaduto qualcosa.

Antonia è stata contattata dalla Williams, che con Montoya al volante stava tentando di spezzare la dittatura delle Rosse.

Ha ricevuto una proposta professionalmente stimolante e l’ha accettata. Si è trasferita oltre Manica, suscitando la fortissima irritazione del Pinguino. Todt ha una visione quasi mistica del rapporto di lavoro. Nella sua testa pinguinesca, chi opta per soluzioni diverse si trasforma, all’istante, quasi in un traditore.

Purtroppo, in Williams la Terzi non si è trovata bene. E non si è trovata bene perché proprio Sam Michael, che della scuderia di Frank era il responsabile tecnico sotto la occhiuta vigilanza di Patrick Head, l’ha boicottata spudoratamente.

E’ andata a finire che, complice il non brillante esito della soluzione ‘a tricheco’ per il muso della macchina, Antonia è caduta in disgrazia. E dopo un po’ ha salutato l’Inghilterra e la Formula Uno.

Io so che non le sarebbe dispiaciuto restare nell’ambiente, fortissima essendo la sua passione per le corse. Ma rientrare in Ferrari non era possibile: il Pinguino, in certe cose, è come Terence Hill nel film ‘Dio perdona, io no’.

Insomma, la porta non si è riaperta e oggi la Terzi lavora in altri mondi professionali, forte di una competenza indiscussa ed indiscutibile.

Così ci siamo persi la prima donna da Gran Premio e io aggiungo che non mi pare che Sam Michael abbia vinto qualcosa con la Williams, negli ultimi anni. Nemmeno gli uffici aerodinamici della Ferrari stanno tanto bene, ma questo, ahimè e ahinoi, è cronaca. Anche cronaca turca, forse.

 

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.