Ardenne, il Pagellone
Ho creato dei mostri, lo so.
Mentre mi accingo a scrivere il Pagellone post Ardenne, segnalo il testo di un SMS da me ricevuto non appena calata la bandiera a scacchi sul traguardo del Gp del Belgio.
Ecco qua.
‘Se non gli dai 20 in pagella ti tolgo il saluto. Ziooooo….’
Firmato Abramo, noto teppista infiltratosi via Prato-Cina nelle aree libere del Clog.
Ma si può?!?
Comunque, ecco qua il Pagellone.
SCHUMI, 20. Così Abramo mi conserva il saluto. In assoluto, garone del marito di Corinna (vista nel paddock, sicuramente anche lei, anche se non l’ha detto mai, vent’anni fa desiderava meno guai, un altro uomo, un uomo tranquillo su cui contare, che si lasciasse un po’ guidare, eccetera, Mogol Battisti). E sbagliano quei cloggari che segnalano come negli Usa l’età ultraquarantenne sia la norma, non l’eccezione. Appunto, qui siamo in F1, dove ormai da una generazione al volante vanno (o vengono messi) i ventenni. Lo stesso Michelone aveva 22 primavere quando debuttò nel 1991. Quindi stiamo alla realtà e allora Schumi quinto partendo ultimo, sul circuito più difficile, è una impresa da paura. Ripeto, mi piacerebbe vederlo sulla macchina di Massa, ma in tal caso rischierei, Abramo oblige, di dovergli dare 30 in pagella (e già che ci siamo e che ci siete, riderebbe meno anche Alonso).
ALONSO, 8. Appunto. A me è piaciuto. Sospetto che sulle Ardenne possa vincere soltanto con la Play Station (via, 10 anni di carriera, spesso monoposto della madonna, successi in Belgio zero virgola zero…), ma è stato bravo. No errori, dall’auto ha cavato il massimo. Niente da dire (a parte la Play Station).
RED BULL, 10. Ah! Erano sgasati, bolliti, praticamente fusi. Non vincevano da un paio di mesi. Ridimensionati dalle mappature obbligatoriamente identiche tra qualifiche e Gp. Sì, esatto. Ho visto. Io temo che non sia ancora ben chiara la proporzione della supremazia bibitara, anche in prospettiva. Questi qui stanno davanti anche nel 2012…
WEBBER, 9. D’accordo, ha vinto Vettel e lui ha perso. Ma quel sorpasso su Alonso all’inizio, insomma, vale la standing ovation. E poi nemmeno lui è un ragazzino. E ha anche rinnovato il contratto con il perfido Horner-The Corner. Gran soggetto, questo Cangurone. Ancora un po’ e lo proclamo mio idolo.
MASSA, 0. Che posso dire? Vi è piaciuto? Ha tenuto il ritmo di Alonso? Ha saltato la Mercedes di Rosberg in fretta e furia? E’ stato un protagonista? Voi che ne pensate? Val la pena insistere? O posso esaurire qui l’argomento?
HAMILTON, 5. L’Eroe dei Tre Mondi. In Sud America sta sulle palle al compagno chavista Maldonado. In Asia sta sulle scatole al samurai Koba. Non entro nel merito delle contese, però qui il brodo si sta allungando troppo. Possibile che il Nero ci sia sempre di mezzo, ai casini? E’ solo sfiga? C’è una componente di supponenza? Intanto, tra un botto e una pirlata, in classifica Lewis ha meno punti di Button (8, è più furbo di Ulisse, secondo me è nato a Itaca). E questo, per chi come me ha una grande idea del Neigher, è un dettaglio (doloroso) sul quale conviene riflettere.
SENNA, 6. Beh, lasciamo stare il fracasso in partenza. Quello che ha realizzato in qualifica rimane notevole. Dunque, congratulazioni. E auguroni a Kubica, che giusto ieri è stato operato nella mia Modena, si spera per l’ultima volta, al gomito destro.
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