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Parolo rilancia il Cesena, il Bologna torna all'inferno

Pubblicato da Giuseppe Tassi Dom, 20/11/2011 - 16:12

Sconfitta meritata, meritatissima. Il derby della paura va al Cesena grazie a un gol- gioiello di Parolo. E il Bologna di Pioli non può che piangere lacrime amare sull'involuzione di una squadra che s' è persa due settimane fa a Palermo e ancora stenta a ritrovarsi. Con quattro sconfitte casalinghe su cinque gare (l'unica perla è la vittoria in rimonta sull'Atalanta), il Bologna si conferma allergico al proprio campo. Incapace di sviluppare la manovra su ritmi accettabili per il calcio moderno, presuntuosa quanto basta per voler imporre il proprio gioco, la squadra di Pioli ricade nel suo vecchio peccato: prova a fare la partita e subisce l'inevitabile sconfitta.

 Il Cesena schiuma di rabbia e motivazioni, non si concede una sola distrazione in difesa, fa rientrare perfino Mutu in copertura e non rinuncia mai a graffiare in contropiede. Non a caso, solo i romagnoli insidiano la porta avversaria nel primo tempo con due tiri di Parolo e uno di Malonga, fuori di un soffio. Ma anche nella ripresa, quando Pioli procede con i soliti cambi (Gimenez per Acquafresca e Pulzetti per Perez) il più insidioso in attacco resta il Cesena, che chiama due volte Gillet alla parata acrobatica su tiri da fermo di Mutu. Il Bologna tesse il suo gioco avvolgente e prevedibile, si affida al talento di Ramirez, regolarmente ingabbiato da doppie o triple marcature. E qualcosa di suo ci mette l'uruguaiano, che cerca insistentemente il dribbling e la giocata ad effetto.

Il risultato è che Di Vaio e Acquafresca hanno pochissimi palloni giocabili, pur spremendosi a tutto campo nel pressing. La soluzione del rebus potrebbe trovarla Kone con una fantastica azione personale che semina avversari come birilli ma si chiude con un destro alto. O Gimenez, che in mischia spara addosso ad Antonioli da cinque metri. Inesorabile arriva la punizione, con Parolo, uno dei più brillanti in casa bianconera, che inventa di destro il gol che vale il derby. Diamanti, appena subentrato a Di Vaio, gli concede la finestra utile per il tiro e il centrocampista di Arrigoni fa centro. A caccia di un Bologna meno prevedibile, o di una giocata d'autore, sbaglia anche Pioli che nel finale sacrifica proprio Di Vaio, l'unico vero punto di riferimento dell'attacco per far spazio al sinistro morbido di Diamanti. Il risultato è che il Bologna diventa totalmente inoffensivo e il Cesena inventa il gol-partita.

Peccato perché Pioli aveva trovato finalmente la quadratura in difesa, con un ottimo Antonsson accanto a Portanova e Morleo molto vivace sul fianco sinistro. Con un a retroguardia ben munita, sarebbe bastato lasciare l'iniziativa agli avversari per schiantarli in contropiede. E invece il Bologna ha preteso di fare la partita, di imporre il suo macchinoso e prevedibile gioco d'attacco, consegnandosi all'ennesima sconfitta. Se questa squadra gioca meglio di rimessa, se le qualità di Ramirez, come quelle Di Vaio e Acquafresca brillano di più a campo aperto, su azione di contropiede, non c'è da vergognarsi a giocare chiusi e coperti, lasciando l'iniziativa agli avversari. In questo modo il Bologna ha pareggiato sul campo della Juve e firmato le due vittorie esterne di Novara e Chievo. Facciamo un patto: la prossima volta che gioca in casa (contro il Siena), il Bologna provi a immaginarsi lontano dal Dall'Ara e vediamo che effetto fa.

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