Influenza A, niente allarmismi ma vacciniamo subito i bambini
Consoliamoci pure con le cifre. In Italia l'influenza A ha fatto la metà delle vittime rispetto alla media degli altri paesi europei. Se i nostri morti da virus sono 16, in Francia sono 44, in Spagna 63, in Gran Bretagna 137. Insomma, secondo il viceministro alla Sanità Fazio , il tributo pagato alla pandemia è quasi normale, fisiologico.
Eppure i casi a raffica di Napoli, i tanti bimbi morti, gli allarmi disseminati in utta Italia, l'alto rischio per le donne incinte fanno dell'influenza A uno spettro inquietante, anche perché il picco dell'epidemia è previsto per l'inizio del 2010. Secondo Fazio l'influenza stagionale classica è molto più virulenta e lascia sul campo un numero ben più alto di vittime (8 mila in Italia un anno fa).
Eppure il pericolo di psicosi è altissimo, anche perchè il virus colpisce soprattutto i bambini: si tratta di un ceppo nuovo che non trova nei piccoli ricordi immunitari. E proprio i giovanissimi, attraverso il mondo della scuola, possono diventare un moltiplicatore nel percorso dell'influenza A. Per questo, rinnovato l'appello a non prendere d'assalto ospedali e pronto soccorsi, come sta accadendo in queste ore in Canada, sarà importante la diffusione capillare del vaccino e la giusta destinazione dell'antidoto ai malati cronici, alle classi di età più a rischio e alle categorie più coinvolte nel sociale.
Vanno evitati gli allarmismi, ma anche la faciloneria e la sottovalutazione del fenomeno, perché la psicosi da pandemia striscia in modo sottile dietro un paravento di sicurezze. Dunque vacciniamo i nostri bambini, sopprimiamo le paure ancestrali,che richiamano alla mente le pesti dei secoli scorsi o la Sars di recente diffusione,e cerchiamo di vivere in modo normale con tutte le cautele del caso e le piccole misure preventive a cominciare dalle norme igieniche predicate da Topo Gigio. Un testimonial del genere non può restare inascolato. Somiglia a un modeno grillo parlante ma è bene dargli ascolto.
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