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Il nuovo Maggiolino, un po' Golf e un po' mito

Pubblicato da Giuseppe Tassi Ven, 29/07/2011 - 19:05

Nato nel 1934 da un’idea di Ferdinand Porsche, il Maggiolino, secondo il fortunato nomignolo italiano, vide la luce soltanto nel 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Con la sua sagoma originalissima e inimitabile e i costi decisamente accessibili, la creatura della Volkswagen divenne il simbolo stesso della motorizzazione di massa su scala mondiale.

Nel 1953 era già esportata in 86 paesi, in Italia arrivò nel 1954 all’alba del boom economico e le famiglie la adottarono come un simbolo del benessere. Da allora ad oggi il Maggiolino (compresa la versione New Beetle del 1998) ha venduto 21,5 milioni di unità in tutto il mondo (la terza auto di sempre) e 278 mila in Italia. E l’icona cinematografica di Herbie, il Maggiolino tutto matto del 1968, finì per consacrare il simbolo di un’epoca.

La Beetle 2011, presentata ufficialmente a Berlino potrà incrementare questo successo? Le premesse sono buone perché l’auto disegnata da Walter de Silva ha il pregio di mantenere inalterata la classica silhouette del Maggiolino, ma con un’impronta decisamente più sportiva, dinamica, virile.Non a caso Massimo Nordio, brand manager di Vw Italia, aspira a farne una nuova icona del marchio, una macchina-simbolo del target giovane e rampante, come lo è stata la Golf.

E la Beetle 2011, costruita proprio sulla piattaforma delle celebre sorellina, sembra una fusione a freddo tra il design del veccho Maggiolino, le tecnologie e le motorizzazioni della Golf. La migrazione al ventunesimo secolo della mitica Volkswagen degli anni ruggenti sembra perfettamente riuscita, ma l’«auto del popolo» ora ha un’anima sportiva, molto pronunciata nella motorizzazione 2.0 TSI da 200 cavalli con cambio automatico a doppia frizione e spoiler posteriore.Ha la sagoma di un piccolo coupé, è più larga e comoda del Maggiolino originale, ha volante e cruscotto grintosi quanto basta per sedurre il pubblico giovane.

La sfida è suggestiva ma Volkswagen la porta in un segmento di mercato particolarmente difficile da aggredire, con la Mini come grande avversaria. Se l’icona Maggiolino reggerà all’urto del tempo, se il bel design saprà catturare l’attenzione generale, conquistando non soltanto il pubblico più giovane, la sfida può essere vinta. La leggenda del Maggiolino è pronta a rinnovarsi.

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