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E se dietro Tartaglia ci fosse davvero un complotto per colpire Berlusconi?

Pubblicato da Giuseppe Tassi Mar, 15/12/2009 - 18:40

Se il coordinatore dei club della Libertà Andrea Di Sorte ha ragione, lo scenario dell'agguato a Silvio Berlusconi cambia in modo radicale. Non si tratta più di uno squilibrato, di una persona con problemi psichici che scarica le sue nevrosi sul presidente del consiglio, sul bersaglio del suo personalissimo odio politico. Massimo Tartaglia potrebbe essere invece lo strumento, più o meno consapevole, di un disegno criminal-politico.

Se c'è una regia dietro il suo gesto, se c'è un sacchetto di nylon che conteneva la riproduzione in ferro del Duomo di Milano, se c'è un complice o un ispiratore che gli ha passato l'oggetto e ha guidato la mano di Tartaglia, il caso assume connotazioni nuove e più inquietanti.

La testimonianza, rilanciata da un video dell'Adnkronos lascia adito a pochi dubbi. Quindi,o la ricostruzione di D Sorte ha uno scopo politico, oppure qualcuno aveva pensato lucidamente di colpire il premier, di ferirlo in modo molto più serio di quanto non è avvenuto, di intimidirlo al punto da spingerlo a non occuparsi più di politica, a lasciare la scena ad altri.

Non a caso il sondaggio lanciato fra i nostri lettori-navigatori è favorevole alla tesi del complotto, del disegno eversivo contro Berlusconi. Di certo dopo le parole del ministro Maroni (''Potevano anche ucciderlo'') gli inquirenti dovranno indagare a fondo, vagliare tutte le testimonianze e scoprire se c'è davvero una trama occulta dietro gli occhi sbarrati di Tartaglia e il suo gesto folle.

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