Cantante e scrittore per battere la Sla: la storia di Gianluca Fantelli
''E' inutile chiudersi in casa, bisogna vivere il presente senza aver paura del futuro''. L'appello è di Gianluca Fantelli, 47 anni, malato di Sla, la ''stronza'' di Stefano Borgonovo, la sindrome laterale amiotrofica, conosciuta come il male dei calciatori, che consuma muscoli e volontà, azzerando poco a poco le funzioni vitali.
Gianluca, un bolognese della Bassa che vive a Medicina, ha scoperto all'improvviso, nel 2007, di essere vittima di questo morbo crudele e insinuante e dopo mesi di paura e di stordimento ha deciso di combattere la paralisi della volontà.
Lo ha fatto tuffandosi nella vita, rispolverando la sua antica passione per la musica e per le parole. Ha rimesso in piedi il vecchio gruppo costruito negli anni Ottanta e Novanta e adesso gira l'Italia con un tour dal titolo che non lascia dubbi: ''Finchè ho voce canto''. E' questo il messaggio forte che esce dalla voce segnata ma intensa di Gianluca. I testi e le melodie sono davvero coinvolgenti e raccontano i momenti più duri di questa battaglia per la vita. Da ''Sarò sempre con te'' dedicato alla figlia di otto anni, a ''Io vivo, io vivrò'' fino a ''Nessuno alzi bandiera bianca'' che è diventato lo slogan di Gianluca, detto il Fante, e anche una t-shirt che i componenti del gruppo musicale portano in giro nei loro concerti.
Ex direttore di banca, il Fante adesso può concentrarsi sul sogno della sua nuova vita: lasciare un segno di sè nel mondo, conquistare successo e popolarità con le canzoni che raccontano la sua storia. Da quando ha saputo di avere la Sla è pervaso da una frenesia di vivere, da una smania di sano protagonismo. Ha aperto un sito web (www.iovivoiovivro.it), è andato più volte in Tv, ha inciso due Cd, ha partecipato a ''Il senso della vita'' con Paolo Bonolis, ha messo in piedi una scaletta di concerti intensa come quella di una rockstar. E ha pure scritto un libro ''Senza respiro'' (sottotitolo: un anno di incontri) nel quale racconta la sua storia personale, la riscoperta della musica i contatti con i vip della canzone (da Morandi a Patty Pravo), l'umanità di Elio de Le Storie Tese e la vicinanza di artisti che hanno capito il suo talento.
Perché il Fante non vuole pietismi, si racconta in modo crudo e disincantato, ama gli amici che lo circondano e che lo aiutano a vivere, a mangiare, a curare i contatti col mondo esterno. Ma lui vuole essere apprezzato come artista, come autore di canzoni, insegue un successo che diventa autentica ragione di vita: subito, presto, in fretta, prima che sia troppo tardi o che la malattia gli corroda la voce. ''La Sla è una maledizione _ dice _ inutile raccontare che è una strana forma di fortuna. Però ti aiuita a capire i valori della vita, a reagire, a prendere in mano la rua esistenza come ognuno dovrebbe fare. La mia malattia, per fortuna, avanza in modo lento e mi lascia il tempo di vivere. E io non voglio buttarlo via''.
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