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Roberto Saviano, un intellettuale solo al comando

 

CERTI intellettuali coltivano l’idea che uno di loro possa risolvere la crisi della politica buttandosi, appunto, in politica. Il vezzo è soprattutto a sinistra, ché a destra prediligono industriali, soprattutto se dotati di tv, giornali, case editrici, squadre di calcio. Piero Ignazi, dalle colonne dell’Espresso, indica Roberto Saviano come il personaggio giusto per la bisogna, il «suitable Boy».

leggi tutto | blog di Achille Scalabrin |

Prove di dialogo

In una Roma insolitamente umida e piovosa è andato in scena, alla festa socialista in San Giovanni, un interessante dibattito. Protagonisti: Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc e prossimamente del Terzo Polo (ma non chiamatelo così se non si offende: dite 'Nuovo'), Rosy Bindi, presidente del Pd e Riccardo Nencini, segretario del rinato (e ci pare in ottima forma) Partito socialista italiano. Per ora non usciranno 'sante alleanze'. Né apparentamenti tra soggetti troppo diversi.

leggi tutto | blog di Francesco Ghidetti |

Il Pd e le masochistiche facce vecchie

E' il momento delle scelte importanti, che possano anche andare controcorrente. Prendiamo il centrosinistra, che oggettivamente dopo tutte le liti che negli ultimi due anni hanno avvelenato il centrodestra può ambire a tornare prima o poi a guidare il Paese.
Quando si parla di centrosinistra, bisogna inevitabilmente fare riferimento al Pd, parente neppure troppo lontano del vecchio Pc di cui ancora mantiene i baffetti di D'Alema o il retorico buonismo afro-americano di Veltroni.

leggi tutto | blog di Massimo Pandolfi |

Berlusconi chiede aiuto al Pd, ma quella lettera non è nel suo stile. Chi l'ha scritta?

La notizia (ascoltata alla tv) della lettera di Berlusconi al "Corriere" in cui il Cavaliere propone al Pd di Bersani di operare insieme in Parlamento e di varare un piano bipartisan per rilanciare la crescita, non può che far sbellicare dal ridere.

leggi tutto | blog di Sandro Bugialli |

Bizzarro Paese

Ma vi rendete conto in che razza di paese viviamo? Tra poco gli umoristi dovranno emigrare all'estero per trovare lavoro. Tralasciamo il federalismo che, a usare un eufemismo, ancora dobbiamo capire a che cosa serve. Tralasciamo il centrodestra nel suo insieme. Tralasciamo che esiste un presidente della Camera che continua a occupare lo scranno più alto di Montecitorio salvo fare il capopartito e augurarsi che si dimetta il capo del governo. Ma come fare a non mettersi le mani nei capelli nel vedere lo spettacolo nel e del Pd? Che vi avevo detto?

leggi tutto | blog di Francesco Ghidetti |

Già dato

Va bene, ci siamo abituati. Però, il ritorno (l'ennesimo) di Veltroni mi suscita un solo ragionamento, chiamiamolo così: abbiamo già dato.

blog di Francesco Ghidetti |

Fiat, tutti rispettino tutto

Come sostiene (giustamente) D'Alema, il risultato del referendum va rispettato. Non è stato un trionfo di Marchionne, comunque la si pensi. E' drammaticamente mancata la politica. Ora, l'importante è capire il senso di questo voto. E capire vuol dire ascoltare tutti. Non fare il tifo. Il tifo è roba da stadio. Meglio occuparsi di politica.

blog di Francesco Ghidetti |

Sfiorata la spaccatura:se il Pd vuole sopravvivere deve per forza fare appello a Matteo Renzi

Il Pd ieri ha sfiorato la spaccatura interna. O forse l’ha solo rinviata di qualche ora o giorno. Alla direzione del partito la relazione del segretario Bersani è stata approvata, ma la corrente veltroniana non ha partecipato alla votazione. La conta è solo stata rimandata.

Ed è in questo clima di tregenda che mi sono convinto che il Partito Democratico, nato pochi anni fa con tante speranze di antiberlusconismo, non può che essere destinato al fallimento, a sparire, a frantumarsi. A meno che.

leggi tutto | blog di Sandro Bugialli |

Conta evitata

Dunque, la relazione di Bersani passa con 127 voti a favore, 2 contrari, 2 astenuti (i prodiani Zampa e Santagata). Modem, vale a dire Veltroni & c., evitano di votare. Che dire?

leggi tutto | blog di Francesco Ghidetti |

Il Pd e la <cattiva abitudine> delle primarie

Se sono state le primarie il tratto distintivo del Pd, da ieri il Pd è cambiato. Bersani a teorizzato «una messa a punto». Punto e a capo, intendeva. Le primarie di coalizione non si faranno. Mai più. Erano uno specifico italiano, e consentendo al candidato di un partito del 3% di mettere il cappello su uno del 30, erano uno specifico assai bizzarro. Ma sembravano un totem. I ‘rottamatori’ di Renzi hanno diffuso un’intervista di D’Alema alla Gruber. Domanda: «Casini può essere il candidato premier del Pd?».

leggi tutto | blog di Andrea Cangini |
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