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Avanti Po alla riscossa

 

Era tutto previsto nelle pagine di Avanti Po (Il Saggiatore; euro 15), cronaca, da poco in libreria, del lungo viaggio di un giornalista trentenne, Paolo Stefanini, tra l’Emilia Romagna e la Toscana, tra le Marche e l’Umbria, a scandagliare umori e slanci leghisti.

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A Napoli fanno ammuina. Ma di sinistra

A Napoli, se chiedi notizie sulla frequenza dell’autobus, gentilmente ti rispondono ''ogni tanto passa''. E a che minuti passa la cosiddetta metropolitana?

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L'uomo che piantava gli alberi

Pochi lo sanno, ma nel Paese dello 'sfasciume idrogeologico' (per usare l’espressione del meridionalista Giustino Fortunato), oggi e domani incredibilmente si vota anche pro o contro la ''messa a dimora nelle 13 Regioni di cento milioni di alberi per contribuire a fare dell’Italia il giardino d’Europa'' (sono le parole con cui Silvio Berlusconi ha formulato nei giorni scorsi la promessa).

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Pdl a lezione da Maroni

La guerra delle cifre scaturita dopo la manifestazione del Pdl di sabato scorso a Roma, è una cartina di tornasole. Guai a chi non si allinea con la volontà, i desideri, i sogni e i numeri del sovrano. E' stato stabilito che 'bisogna' annunciare un milione di presenze per corroborare il consenso?

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La tv di Busi e quella di Popper

La cacciata di Aldo Busi da tutte le trasmissioni Rai, dopo le sue intemperanze all’Isola dei famosi, merita qualche riflessione. Per esempio sui limiti ai quali tutti dovrebbero attenersi nel ‘fare tv’. Perché tali limiti dovrebbero riguardare, per esempio, soltanto il sulfureo intellettuale e non anche la gossipara Simona Ventura, che di quel demenziale programma è la deus ex machina?

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Quella folla immensa di uomini, tutti simili ed uguali

 

''Quando provo ad immaginare in quale sembiante il dispotismo apparirà nel mondo, vedo una folla immensa di uomini, tutti simili ed uguali, che girano senza posa su se stessi per procurarsi piaceri minuti e volgari di cui nutrono la loro anima.

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Ieri, oggi. E domani?

 

''Non possiamo fingere di non accorgerci che sin d’ora ciò che è emerso dalla documentazione è una prova avvilente della mediocrità intellettuale e morale di una parte non piccola della nostra classe dirigente. (...)

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A fari spenti nella notte

Sosteneva, qualche anno fa, tra il serio e il faceto, il manager di un’azienda che gli accordi sono fatti per essere violati. Intendeva, ovviamente, violati da lui, ché gli altri firmatari - i sindacati dei dipendenti - erano tenuti al più rigoroso rispetto. Il concetto è molto italico e ben fotografa la deresponsabilizzazione personale. Sono sempre ‘gli altri’ a dover attenersi ai patti, alle regole, quali siano.

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Compagnia di giro Travaglio&Belpietro

Per salvaguardare i palinsesti tv dal regolamento Rai sulla par condicio (che minaccia di cancellare i programmi di Santoro, Annunziata, Floris, Vespa, Gabanelli e altri conduttori), Antonio Di Bella, direttore di Raitre, propone di fare a meno dei politici durante il periodo elettorale che precede le regionali di marzo. Insomma, si potrebbe offrire informazione politica escludendo i protagonisti della tenzone. Tutti cancellati, quindi tutti uguali.

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La banalizzazione del ricordo

Era il luglio del 2000 quando il Parlamento italiano istituì il Giorno della memoria ''nel quale ritrovarsi a ricordare insieme tutti i delitti del razzismo, dell’odioso progetto di sterminio degli ebrei, del modo in cui la persecuzione razziale ha potuto realizzarsi con complicità e silenzi''. Dieci anni dopo è doveroso chiedersi se il ricordo ha generato una coscienza pubblica su cosa è stato l’antisemitismo di stampo nazi-fascista, su cosa è stata la Shoah vista dall’Italia.

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