• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Quando il lettore diventa un affare

Corsi di lettura creativa. Sono in programma a Milano, Roma, Bologna, Battipaglia. Qualcosa tra il commercial-culturale che scrittori e librerie stanno organizzando per insegnare l’arte di leggere (ma non dovrebbe essere un piacere?). Una moda che avanza in un popolo allergico ai libri. A Milano, la scrittrice Camilla Baresani intrattiene in una pasticceria: quattro lezioni fan 500 euro. A Roma, stavolta in una libreria, per dieci lezioni si pagano 260 euro. Walter Siti e Francesco Piccolo tra i ‘maestri’. A Battipaglia, Domenico Scarpa chiede 120 euro per tre lezioni.

salva e condividi

Per San Marco e per i bisàti, la guerra del pesce leghista

Sono partiti da molto lontano, in una stagione non meglio precisata, e hanno attraversato spazi infiniti prima di approdare sul nostro suolo, in riva alla laguna veneta. Sono di corporatura minuta e manifestano un aspetto affabile, improntato al sorriso. Si muovono con passi veloci, ancor più veloci di quelli degli autoctoni noti per la loro frenetica attività. Manifestano qualche difficoltà nell’uso della nostra lingua, cosa che tuttavia non impedisce loro di esternare uno spiccato senso degli affari, oltre che una intelligenza onnivora.

salva e condividi

Il silenzio dei non innocenti

Una sedia vuota e diciannove Paesi assenti. La consegna del Nobel per la Pace al dissidente cinese Lu Xiaobo è stata ''una giornata triste per chi crede nei diritti umani'', come ha detto Aung San Suu Kyi, a sua volta Nobel 1991. Triste è anche sentire il silenzio assordante dell’opinione pubblica italiana, intellettuali in testa, di fronte alla persecuzione cui la Cina sottopone questo docente, reo di difendere la libertà di parola. La timidezza dei governi è dovuta al timore di irritare la superpotenza.

salva e condividi

Scuola e democrazia, la lezione di Calamandrei

Facciamo l'ipotei, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

salva e condividi

Quando al Risorgimento mettono la divisa delle SS

Che i piemontesi unificarono l'Italia sparando e ammazzando, si sapeva. Ma che ''le SS dell’Ottocento indossavano la divisa dell’esercito del Piemonte'' e che ''i piemontesi fecero al sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto'', no. A ‘illuminarci’ ci hanno pensato con i loro libri Lorenzo Del Boca, novarese, e Pino Aprile, pugliese, che nella rilettura del Risorgimento si sono buttati con piglio fin troppo garibaldino.

salva e condividi

Veneto, il paesaggio assassinato

Se dall’Altopiano di Asiago ci si affaccia sulla pianura vicentina e padovana, una parola viene spontanea: orrore. La selva sottostante di fabrichette, capannoni, case, strade, garage, rotatorie, cavalcavia che in vent’anni si è divorata questa fetta di ‘Veneto barbaro di muschi e nebbie’, tanto cara a Goffredo Parise, mette paura. Un senso di spaesamento assale e disintegra il ricordo di campagne rigogliose, di filari di alberi e vigne, di ville palladiane e casolari.

salva e condividi

La fiaba da raccontare agli italiani

Dopo anni di barzellette, battute, boutades, gaffes, scherzi gli italiani sono forse pronti ad ascoltare anche una fiaba. Questa:

salva e condividi

Calamandrei e la Costituzione venuta dal Risorgimento

In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli.

salva e condividi

Qui in Italia noi non facciamo così

Qui in Italia noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui in Italia noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

salva e condividi

Qui in Italia noi non facciamo così

Qui in Italia noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui in Italia noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

salva e condividi
Syndicate content