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Turisti, è l'ora del paesello

Pubblicato da Achille Scalabrin Ven, 28/10/2011 - 19:11

 

KATHMANDU, Pago Pago, Machu Pichu, Seychelles? No, grazie. Per decenni, se non eri stato in uno dei decantati luoghi cult sparsi nei continenti, non potevi fregiarti del titolo di turista, ma venivi guardato con l’espressione che Sarkozy ha riservato a Berlusconi, e insignito della patacca di pantofolaio di paese. Ma adesso è tempo - si spera - di Ricetto di Candelo, di Castellaro Lagusello, di Montefiore Conca, dei cento e cento bellissimi borghi di un Paese sconosciuto (ai propri abitanti) chiamato Italia.

 Adesso che la crisi è arrivata, alla faccia degli ottimisti, è tempo di rivincita per i «paesi invisibili», quelli oscurati dall’esterofilia, tagliati fuori dalle autostrade, ignorati dalle guide turistiche. Sono a portata di mano, costano il giusto, nascondono bellezze per le quali gli stranieri pagherebbero un biglietto d’aereo. Insieme formano il vero paesaggio italiano, risparmiato dalle onte e dalle ondate del cemento, sopravvissuto allo sviluppo (della stupidità). Non è escluso provochino un senso di spaesamento, perché non ci sono cartelli, guide, itinerari a prenderti per mano. Ti mettono faccia a faccia con te stesso e con il desiderio di scoprire. A Glorenza come a Moresco, a Norcia come a Cisternino, a Poppi come a Santa Severina devi azzerare il ‘tutto compreso’ e affidarti al ‘fai da te’. Ma soprattutto, «non basta attraversare un luogo, ci vuole che il luogo ti attraversi», per dirla con Franco Arminio, che ha appena affidato a «Terracarne» il resconto del suo vagabondare nel Sud d’Italia. Lui si definisce paesologo, che significa traslocatore, da non confondersi con un semplice viaggiatore. «Non vado a vedere un luogo - spiega - vado a prelevarlo». A impregnarsi cioè dell’essenza del luogo.

SÌ, LA CRISI può aiutarci a riscoprire la bella Italia, a non farci sentire turisti di serie B, a ridarci il piacere dell’avventura oltre la porta di casa, a sottrarci alla moda dei grandi viaggi, spesso fatti, più che per capire la meta, per esibire foto al ritorno, con la speranza di provocare l’invidia degli amici. Sì, si può essere qualcuno anche se non hai visto il ghiacciaio Hubbard in Alaska o il deserto Simpson in Australia. Così come si era qualcuno pur senza essere stati a Cortina o a Porto Cervo, prima che anche queste località venissero divorate dal turismo oltre oceano. Ci sono in Italia centinaia di paesi e cittadine che meritano un viaggio, una vacanza. Per esempio....., ma anche....., senza dimenticare..... e .....

P.s.: i puntini servono a segretare le località a noi più care. Mica siamo così ingenui da darle in pasto al turismo di massa. Buon viaggio a chi le scopre.

(pubblicato du Qn-Carlino-Nazione-Giorno il 26 ottobre 2011)

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