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Propaganda fide sulle reti della Rai

Pubblicato da Achille Scalabrin Dom, 30/10/2011 - 11:55

GIULIANO FERRARA si candida a prendere il posto lasciato libero da Michele Santoro, il giovedì sera su Raidue. «Non mi aspetto cifre esplosive di share, vorrei concedere due ore ai telespettatori di sana e pacata riflessione», ha spiegato il direttore del Foglio e conduttore di Radio Londra su Raiuno. Il che equivale a un talebano che promette momenti di gioia e serenità. Da che Ferrara è Ferrara, a Valle Giulia nel ’68 come negli studi tv della prima e seconda Repubblica, vive e si esalta negli scontri, nelle aggressioni verbali e intellettuali. Nei panni di civil servant di Craxi come di Berlusconi, nelle sembianze di finto grillo parlante, nasconde e oscura una finissima intelligenza politica. Quest’ultima trova solitamente sfogo sulla carta stampata, mentre le telecamere inquadrano la sua parte viscerale, indossi o meno le bretelle rosse. Se il Foglio è una lettura obbligata per riflettere a 360 gradi, i programmi televisivi ‘ferrariani’ sono un intruppamento a senso unico.

 Insomma, il Giulianone de noantri è uno spettacolare Masaniello. Al posto di un altro Masaniello, qual è Santoro, non sfigurerebbe (pur dando sfogo a istinti di altro colore politico). Ma, per favore, ci risparmi la promessa di una «sana e pacata riflessione». E al tempo stesso opposizioni e Usigrai ci risparmino la patetica visione dell’alzata di scudi contro Ferrara. Il giorno in cui i partiti avranno restituito la Rai alla dignità, sottraendola alla lottizzazione di ogni tipo, allora sì potremo dire con loro che i programmi di ‘propaganda fide’ sono uno scandalo. Fino a quel momento saranno una tassa odiosa, come il canone.

(pubblicato su Qn-Carlino-Nazione-Giorno il 30 ottobre 2011)

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