Minzolini, direttore fedele alla linea
QUESTO è stato il ‘novembre nero’ di Augusto Minzolini, detto Scodinzolini per la inesistente obiettività del suo Tg1. Nel giro di poche settimane ha perso il padrino politico, il cavalier B.; il Tg ha avuto un tonfo di ascolti; i giudici di Roma si apprestano a tirare le somme dell’inchiesta avviata su di lui per le spese allegre con i soldi dei contribuenti.
Dicembre rischia di essere ancor più nero, se martedì il gup deciderà il rinvio a giudizio per peculato. Dicono che in ogni caso il Minzolo non intende schiodarsi dalla poltrona. Percorre a lunghi passi i corridoi della redazione gridando «Dio me l’ha data, Io me la tengo!». E intanto pensa in grande. Ha infatti già messo in programma i servizi Tg da qui all’eternità: sull’accoppiamento tra i chiwawa e gli alani blu, sul lifting di nonna Abelarda, sulle diete dei lottatori di sumo, sulle abbuffate dei disoccupati del Campidano. E ha affidato una rubrica sulle patate altoatesine a Michaela Biancofiore, con un titolo che è un omaggio alle sue profonde conoscenze della lingua italiana “S’ignorina Tutto”. In programma ci sono anche dodici interviste al cavalier B. con una sola domanda: «Quando torna?». Prima dei titoli di coda, rimanderà in onda ogni sera tutti gli editoriali di testa: i telespettatori che riusciranno a individuare un solo accenno critico al cavalier B. saranno esentati dal pagamento del canone Rai.
E le notizie? «Agli italiani interessano solo quelle del meteo», ripete il direttore del Tg1. Che a tarda notte, affaticato da tanta indipendenza, anziché andare in via Veneto continua a varcare il portone di palazzo Grazioli come ai bei tempi. Intervistato in proposito dal programma “Taci, il nemico ti ascolta”, ha dichiarato: «A me le veline!».
(pubblicato su Qn-Carlino-Nazione-Giorno il 3 dicembre 2011)
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