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La guerra di liberazione (da Cadorna)

Pubblicato da Achille Scalabrin Mer, 30/11/2011 - 20:09

IL FRONTE ha ceduto a Udine e da lì l’offensiva potrebbe arrivare ovunque, da Bassano del Grappa a Milano, da Cremona a Torino, da Siena a Mussomeli. Perché da Nord a Sud non c’è regione d’Italia in cui non ci sia piazza o strada intitolata al generale Luigi Cadorna. Ma ora che la giunta di centrosinistra di Udine, guidata da Furio Honsell, ex rettore del locale ateneo ed ex ospite fisso di ‘Che tempo che fa’, ha ribattezzato piazzale dell’Unità d’Italia lo slargo fino a domenica scorsa dedicato al generale della Grande guerra, è prevedibile un repulisti a largo raggio. Accusato, 93 anni dopo la fine del conflitto mondiale, della disfatta di Caporetto e del massacro di centinaia di migliaia di nostri soldati, a causa delle sue scriteriate manovre militari e del suo dispotismo, per Cadorna sembra essere arrivato il momento della «sentenza»: degradato sul campo, anzi sulla pubblica via. Tra i giudici dell’Alta Corte Marziale e Toponomastica figurano, insieme a Honsell, anche il consigliere comunale del Sel a Milano, Luca Gibillini e lo scrittore padovano Ferdinando Camon. Il secondo vuole «sbianchettare» il nome di Cadorna nella città della Madonnina, il terzo addirittura in tutto il Nord-Est.

E’ in corso, insomma, una piccola guerra di liberazione (da Cadorna). Che qualche dubbio ci lascia. I demeriti del generalissimo piemontese sono noti (assai meno il merito di non avere mai aderito al fascismo). A lasciarlo comandare la carneficina c’erano però politici come Antonio Salandra, Paolo Boselli e un re come Vittorio Emanuele III. Tutti ‘titolari’ oggi di strade e piazze, con buona pace degli «sbianchettatori».

(pubblicato su Qn-Carlino-Nazione-Giorno il 20 novembre 2011)

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