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Con Galan la Biennale diventa uno spot

Pubblicato da Achille Scalabrin Dom, 09/10/2011 - 10:25

 

REO di aver ridato lustro alla Biennale di Venezia, il presidente Paolo Baratta deve cedere il posto a Giulio Malgara. Così ha deciso il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, che è solito definirsi un liberale attento ai meriti e non alle raccomandazioni.Ha omesso i motivi per cui affida a Malgara la guida di una delle più prestigiose istituzioni culturali del Paese, ma solo perché sono lapalissiani. Ne diamo tuttavia qui una rapida sintesi.

 Da responsabile del marketing di un’azienda di calzature a presidente di un’importante società del settore alimentare per la quale lancia i marchi Fido e Miao. Rilancia l’olio di mais Cuore e afferma sul mercato la bevanda Gatorade. Decide di mettersi in proprio e acquisisce acque minerali. Poiché ritiene che «un manager non debba richiudersi nella routine», fonda l’Auditel e per 23 anni presiede l’Upa, l’associazione delle maggiori società che investono in pubblicità. Nei ritagli di tempo patrocina il premio Comisso, presiede la Lega pallacanestro di serie A, viene candidato (invano) alla presidenza della Rai, si fa fotografare alle Bermuda, nel ’95, in tenuta bianca mentre sgambetta dietro a Berlusconi unitamente a Confalonieri, Dell’Utri, Galliani, Fede, depone al processo All Iberian come teste a favore del premier, partecipa alle nozze di Galan. Ecco perché il perfetto presidente della Biennale è Malgara. Soprattutto quando la politica è uno spot.

(pubblicato su Qn-Carlino-Nazione-Giorno il 9 ottobre 2011)

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