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NON E' VERO MA CI CREDO

Spesso siamo portati a deridere chi ci dice una cosa a cui non crediamo, mettendone perfino in discussione la buona fede. Del resto, si sa, ognuno pensa sempre di avere ragione a scapito degli altri. Ma è innegabile che ci siano delle questioni da bollare assolutamente come assurde, a prescindere dalle opinioni. Parlo di certe leggende metropolitane che poi, nella realtà dei fatti, sono assolutamente false. O di certe sparate che non sono in realtà ritenute giuste nemmeno da chi le fa. Ma andiamo per ordine di priorità, partendo dalla madre di tutte le battaglie: la nuova viabilità.

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L'ESILIO FORZATO

Correva l’anno 1580. E nella Repubblica di Lucca, a non far dormire sonni tranquilli, ci pensava il «Discolato». Era un organismo che decideva chi mandare in esilio tra quanti si comportavano in maniera scorretta o facevano i furbetti, cercando di emergere a tutti i costi o procurando danni al normale andamento della vita cittadina. Vi immaginate cosa accadrebbe se il «Discolato», che operò fino al 1790, venisse ripristinato?

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Basta un poco di zucchero...

Come sarebbe bello prevedere il futuro. Chi di noi non vorrebbe essere un mago o un indovino? Piacerebbe a tutti scoprire con certezza cosa accadrà, anticipare fatti e avvenimenti. Ma è difficile, quasi impossibile. Eppure, se analizziamo ciò che ci accade intorno, si può anche tentare di essere chiaroveggenti. Io ho provato a consultare la mia personale sfera di cristallo. E qualcosa ho intravisto. Sentite qua. Innanzitutto mi è apparsa l’immagine della statua di Vittorio Emanuele II, in piazzale Risorgimento, davanti Porta S.Pietro. Avete presente?

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SI ALZI IL SIPARIO

I teatri sono in crisi. Conti in rosso, pochi spettatori. E il nostro «Giglio» non è da meno: grattacapi tanti, soddisfazioni poche. Eppure un modo per superare questo momento ci dovrà pur essere. Come riportare il grande pubblico lucchese nel tempio della prosa e della lirica? Io un’idea ce l’avrei. E propongo di allestire un cartellone provocatorio e originale, anche se so già che non mi daranno retta. Quale?

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NOSTALGIA CANAGLIA

Cadere nella tentazione è facile. Vivendo in questo periodo di incertezze, ci viene naturale esclamare che «si stava meglio quando si stava peggio». Chi di voi non lo ha mai detto? E non è forse una realtà il fatto che lo ripetiamo sempre più spesso? E’ diventata una moda, un vero e proprio tormentone. Ma siamo così sicuri che sia vero? Io sostengo il contrario: anzi, ritengo che sia un mito da sfatare. Vogliamo provare a smontarlo insieme?

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SUPERENALOTTO: I NUMERI DI LUCCA

 Prendete carta e penna. Sì, perché tentiamo un esperimento porta fortuna. Quale? Diamo i numeri. Non cifre qualsiasi, ma numeri lucchesi. Da giocare nei prossimi giorni al Superenalotto. Pronti a trascrivere? Vi propongo due sestine con cui provare a diventare milionari. Eccovi la prima. 5: gli annunci fatti negli ultimi due anni sulla stessa cosa: partenza dei lavori per il parcheggio nella rotatoria al Giannotti. L’ultimo in ordine di tempo, dice che il cantiere aprirà domani. Stavolta proviamo a crederci.

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TUTTI AL CINEMA

Le Fiere sono terminate, il Settembre Lucchese pure, i negozi tornano ad essere sbarrati. Che fare allora nel week end? Andiamo al cinema? Perché no, questa settimana ci sono molti film interessanti in programmazione. E tutti... speciali. A voi la scelta, dunque. Si parte ovviamente con «Titanic»: la nave del Comune è destinata davvero ad affondare? E chi si prenderà la responsabilità di essere lo scoglio contro cui si infrange il bastimento guidato da Favilla? Finale scontato oppure a sorpresa?

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LASCIO? NO, RADDOPPIO. ECCO ALTRE IDEE

Belli. Accattivanti, Giusti. Moderni. Stimolanti. Sorprendenti.

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PROPOSTE INDECENTI? DITE LA VOSTRA

Irricevibili. Vi avviso subito: potreste ritenere talmente astruse le idee che sto per proporvi, da essere tentati di non leggerle nemmeno. Così futuribili, da farvi sorridere e pensare che sono frutto di una mente malata. Eppure a Lucca, in un momento come questo, la provocazione appare più che mai necessaria se vogliamo scardinare la nostra innata propensione alla conservazione, se vogliamo scacciare l’unico aspetto della lucchesità che non ci piace, quello retrivo che invita sovente a non toccare nulla, a lasciare sempre tutto così com’è.

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