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GLI INCUBI NOTTURNI SI RIVELANO VERI

Pubblicato da Remo Santini Dom, 10/04/2011 - 12:09

Sarà l’arrivo della primavera, sarà che quel detto «aprile dolce dormire» è proprio sacrosanto, fatto sta che il sonno in questo periodo è sempre più desiderato, e ne vorremmo avere chissà quante ore in più. Non so voi, però a me capita che il risveglio ultimamente sia più lento del solito. E quando la lotta con la sveglia sul comodino si fa ardua, gli incubi notturni si moltiplicano. Io questa settimana ne ho avuto parecchi, e non ho certo problemi a svelarveli. Tanto per cominciare, ho sognato che alle imminenti elezioni provinciali erano candidati l’uno contro l’altro, magari negli stessi collegi, esponenti politici che invece al Comune fanno parte della stessa maggioranza. Duelli all’ultimo voto tra uomini e donne, per cercare di portare giustamente l’acqua al proprio mulino, mentre in giunta e al Comune remavano nella stessa direzione, guidati dal sindaco Favilla. Ma francamente non è questo il solo incubo in cui mi sono imbattuto...

Gli incubi notturni di questo aprile lucchese sono stati anche altri. Ho sognato che a Mastiano c’era una casa famiglia dell’Anffas, l’associazione che si impegna nel sostegno alle famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionale: una casa la cui ristrutturazione era terminata e pronta all’inaugurazione, grazie all’impegno di enti e istituzioni, ma che non si riusciva ad aprire per mancanza di una spinta decisiva sul fronte dei finanziamenti necessari al personale che dovrebbe gestirla. A turbare i miei sonni è stato anche un altro incubo, di tutt’altro genere e senz’altro meno angoscioso: che il mercato bisettimanale di via Bacchettoni era scivolato all’ultimo posto nella qualità della merce rispetto alle città vicine di Pisa e della Versilia, dove si trovavano capi economici, ma di pregio, e non solo mutande o jeans a dieci euro. Ma le visioni mostruose purtroppo non sono finite qui, mannaggia. Girandomi e rigirandomi nel tentativo finalmente di prendere un sonno tranquillo, mi sono passate nella mente immagini di battaglie e polemiche per l’arrivo nella nostra provincia di dieci tunisini (e dico dieci, non cento o più), poveri disperati in fuga da una situazione terribile.  Un altro incubo? L’elenco è lungo.

Mi sono sognato che l’orologio sulla Torre delle Ore funzionava male, e che pure quelli sulla circonvallazione facevano costantemente le bizze, segnalando tempi diversi fra loro seppure distanti poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Un altro assillo notturno? Improvvisamente ho sognato che anche i carabinieri di Cortile degli Svizzeri, con l’entrata in vigore dei varchi telematici, non potevano più usufruire di un abbonamento per parcheggiare negli stalli blu, e che per la sosta erano stati dirottati tutti, tranne i 6-7 permessi per il comando, in viale Carducci. E infine ho aperto gli occhi di soprassalto, pensando che stessero per inaugurare qualcosa anche davanti casa mia (ormai il taglio dei nastri da parte della Provincia e dei Comuni dove si voterà ha raggiunto livelli talmente record, che la fobìa di trovarsi nel bel mezzo di una cerimonia può assalire pure i normali cittadini...).  Dopo una settimana di notti agitate, il risveglio dunque è stato amaro. Perché alla fine mi è apparso chiaro che tutto ciò che ha turbato i miei sogni non erano incubi scampati, ma purtroppo solide realtà. Così ieri ho pensato e ripensato a cosa ci fosse di meglio per poter dimenticare.  E mi sono tuffato nella tradizione: sono corso in città e ho comprato un bel buccellato del Taddeucci, ho raggiunto «Prospero» e acquistato mezzo chilo di farro, finendo il tour con uno sguardo fugace su scorci, piazze e monumenti. Che bello vivere a Lucca: almeno la vista non ci tradisce mai. E ci mette di buonumore anche quando non lo siamo. I sorsi di lucchesità allo stato puro sono migliori di qualsiasi altra medicina...

remo.santini@lanazione.net 

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