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CHI SALE, CHI SCENDE

Pubblicato da Remo Santini Dom, 05/06/2011 - 15:31

Ebbene sì. C’è chi guadagna posizioni, chi irrimediabilmente le perde, come avviene del resto in ogni società che si rispetti.  E anche quella lucchese non è immune da balzi in avanti o arretramenti. Ormai alle porte dell’estate, non c’è periodo migliore per vedere chi sale e chi scende tra personaggi pubblici, territori, ma anche situazioni che abbiamo vissuto negli ultimi mesi. Non si può che partire dall’attualità di questi ultimi giorni: scende secondo me, e notevolmente, la credibilità del comitato «Vivere il centro storico»: che il gruppo di residenti inviti a fare sciopero contro i negozi del centro storico e quindi a boicottare lo shopping, a causa delle posizioni di Ascom su varchi e Ztl, ritenute oltranziste, beh, appare davvero eccessivo. Pur provocatoria che sia, dunque, ha ragione chi ritiene che questa proposta danneggi la storia della città, da secoli a vocazione commerciale. Con certe sparate i comitati rischiano invece di dare la sensazione di non sapere più cosa inventarsi per far parlare di sè. Meglio cercare di essere più costruttivi da tutte le parti. Qualcun altro che scende? Un’intera zona, Capannori: e vi spiego subito il perché. Le quotazioni di Capannori calano vorticosamente dopo l’annuncio della nuova giunta provinciale: nell’esecutivo, infatti, il più grande Comune della Piana non è più rappresentato: la mancata riconferma dell’assessore Cesaretti e il non inserimento di un altro esponente del territorio (unito alla nomina alla vice-presidenza della Cavallaro) suonano come un messaggio in codice al sindaco Del Ghingaro, i cui scontri con Baccelli sono stati continui, e non solo per il futuro impianto di compostaggio. I venti di guerra, par di capire, riprenderanno presto... Volete che aggiunga qualcun altro all’elenco di chi scende? Tutti coloro che si sono opposti all’installazione (sugli spalti delle Mura) dei cartelloni che pubblicizzano il Summer Festival: intanto fanno ancora bella mostra di sè sui prati, dopo tre settimane, i cartelloni elettorali. Quelli sì che andrebbero eliminati, anche perché se c’è chi crede che ne abbiamo ancora bisogno, per decidere chi votare, siamo alla frutta...Ma ci sarà qualcuno che sale, mi chiederete? Senz’altro.Ad esempio Romano Silva, neo presidente della Fondazione Ragghianti. Senza clamori, il professore (che è anche nela Cda della Fondazione Cassa di Risparmio) sta consolidando la sua reputazione di studioso serio, attento e di ampie vedute. Tra coloro che sono in ascesa, ci metto anche Fabio Pammolli, direttore di «Imt», l’istituto di Alti Studi di Lucca. Che, incurante delle polemiche con l’università di Pisa, sta contribuendo a far radicare sempre più la scuola sul territorio, ingigantendo la sua immagine nel mondo. E poi Corrado Besozzi, il neo-capo di gabinetto di Palazzo Ducale. Indicato poco più che ventenne con un futuro da leader politico, in questi anni ha lavorato bene come capo della segreteria di due sottosegretari, costruendosi una forte credibilità.Infine, e scusate la fissazione, tra chi sale metto volentieri delle giovani promesse lucchesi nel campo dell’arte: musicisti come Jonathan Brandani e Mauro Fabbri, compositori come Gianmarco Caselli e Girolamo Deraco. Tutti più famosi all’estero che non qui, forse perché i soliti parrucconi della cultura tendono ad escluderli. E’ anche per questo che molti di voi, cari lettori, nemmeno li conoscono. Perché non facciamo un concertone che li veda protagonisti, senza chiamare sempre personaggi dal cachet esorbitante? Lucca non se ne accorge, ma per fortuna i talenti ci sono. Certo, come al solito rischiano di emigrare altrove. Ma almeno esistono. Lasciamoci almeno questa magra consolazione...

remo.santini@lanazione.net 

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