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CAPITALE UMANO

Pubblicato da Remo Santini Lun, 16/05/2011 - 23:53

Non passa mese, a Lucca, che qualcuno non chieda la realizzazione di un nuovo auditorium, di spazi espositivi, o ancora di contenitori per questa o quell’attività. E non passa settimana che l’agenda cittadina non registri conferenze, incontri, presentazioni di libri, mostre e chi più ne ha più ne metta. Molti appuntamenti di qualità, non c’è dubbio, a fronte di tanti che però lasciano il tempo che trovano. Lungi da me fare una classifica sulle cose più o meno interessanti, anche perché tutto è opinabile e ognuno ha i propri gusti. Ma a volte si resta basiti: capita di imbattersi in dibattiti sulla donna nella pittura futurista,in rassegne sul cinema africano, mostre sull’arte thailandese, incontri sugli ortaggi e i pipistrelli o raffica di confronti tra esperti sugli entusiasmi risorgimentali. Non dico che certe cose non vadano organizzate (però non tutti possono avere l’ambizione di essere finanziati con i soldi pubblici...), tuttavia nel mare magnum di queste iniziative c’è un grosso difetto. Tutti pensano a promuovere se stessi o la propria attività, pochi invece puntano a una strategia che aiuti le nuove generazioni a crescere. Adesso dirò alcune cose e so già che qualcuno si arrrabbierà, ma tanto vale gettare il sasso nello stagno. Piu' che fare nuove sale conferenze, bisognerebbe istruire giovani conferenzieri lucchesi in grado di parlare e coordinare iniziative (oppure andare a scoprirli laddove ci sono, giusto per abbassare un pò l’età media...). Più che realizzare simposi o meeting su questa o quella corrente artistica e trovarsi di fronte un pubblico composto quando va di lusso da una ventina di persone, oppure convegni su come arrivare in salute a cento anni, bisognerebbe invece organizzare seminari su come si diventa leader pur non avendo santi in paradiso. Ebbene sì, va detto con chiarezza: si lavora tanto sul restauro dei monumenti, ma poco sui ragazzi. E in generale non si investe per niente sulla formazione delle persone. Eppure prima o poi la società lucchese dovrà trovare un modo più efficace per coinvolgere nella crescita coloro che possono dare un contributo fondamentale. I giovani di Lucca (come del resto quelli di altre città) sono la prima generazione a dover fare i conti con un fenomeno nuovo, e cioè che gli anziani sono numericamente più di loro. E anche per questo, dunque, serve un cambio di rotta: da parte dei ragazzi stessi, ovviamente, ma soprattutto anche da chi deve farli sbarcare in quel futuro in cui saranno loro i protagonisti. Insomma, meno soldi in conferenze e convegni inutili, più formazione. Ecco perché a enti pubblici, fondazioni, banche e istituzioni culturali va chiesto uno sforzo: Lucca deve puntare sul cosiddetto capitale umano, perché lo sta facendo davvero poco. Far crescere nuovi personaggi a livello locale, spalancare loro le porte se meritano. Altrimenti questa Lucca così affascinante da osservare nei suoi scorci suggestivi, ce la potremo friggere. Rischiando di diventare un gruppo di vecchietti che si emozionano solo con i ricordi.

remo.santini@lanazione.net

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