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Semafori intelligenti e giuistizia lumaca: La battaglia sui T Red rinviata al 2010

Pubblicato da Lorenzo Sani Mar, 22/04/2008 - 15:25

Vicenza _ Doveva essere la causa pilota. Il giudice Elena Babudri ha preso atto del deposito della documentazione del legale del Comune e di quello della controparte, ma ha rinviato la partita al 21 dicembre 2010, “Come da calendario”. Tempo trascorso, due minuti scarsi. Al Tribunale di Vicenza sono in pochi, dicono, e quei pochi sepolti dalle pratiche.
La solita storia, insomma. “Sono delusa e amareggiata” ha commentato il sindaco di Altavilla Vicentina, Giannira Petucco. “E’ deludente che non si riesca ad avere una certezza del diritto”.
La signora Petucco confidava nella giustizia civile, perché una risposta dal Ministero dei Trasporti sui tre semafori della discordia “non è ancora arrivata”. Slittato anche il chiarimento che attendeva in sede Civile, molto probabilmente si vedrà costretta a far smontare le telecamere anti infrazione.
Per la prima volta, dopo migliaia di contravvenzioni annullate dai giudici di pace e dalle prefetture in tutta Italia, un Comune passava all’attacco appellandosi alla magistratura togata contro, nel caso specifico, una sentenza del giudice di pace di Vicenza che aveva annullato una contravvenzione. Altavilla Vicentina, 11.034 abitanti, ha spremuto circa 20.000 contravvenzioni in un anno e mezzo da tre semafori col T-Red, scatenato novemila ricorsi, mille dei quali arrivati a sentenza. Risultato, mille multe cancellate. Tutte per la stessa ragione che ha indotto l’Amministrazione, lo scorso luglio, a sospendere l’erogazione delle sanzioni:per la cronaca, 153 euro e sei punti in meno sulla patente. Dovesse il tribunale, prima o poi, darle ragione, rischierebbe paradossalmente una causa per danni dalla CiTiEsse, l’azienda di Rovellasca in provincia di Como che li ha istallati e brildati con un contratto di ferro. E’ la stessa azienda al centro delle inchieste penali aperte a Milano e Verona per analoghi impianti montati (poi sequestrati dalla Finanza) e di fatto gestiti a Segrate e Illasi. Il T-Red di Illasi, in particolare, è degno del Guinness: leggenda narra che abbia fatto 200 multe in un minuto. Forse passava il Giro d’Italia, perché non siamo né al Cairo, né a Los Angeles e il traffico è quello delle colline veronesi. Il giudice di pace di Vicenza ha accolto tutti i ricorsi di Altavilla per l’identica ragione, senza entrare nel merito tecnico, per esempio, dei tempi troppo bassi del giallo: il contratto tra l’azienda privata lombarda e l’amministrazione, “obbligata _ secondo sentenza _ a permettere il funzionamento dell’apparecchiatura per almeno 18 ore giornaliere e ciò per tutta la durata del contratto”. Di tutte le spese tecniche si fa carico l’azienda privata che incassa 30 euro più Iva per ogni contravvenzione. Il comitato dei multati (“Multavilla”) ha scovato anche autovelox posizionati “a tradimento” su un’auto civile, parcheggiata a lato della strada. Da una ricerca al Pra hanno scoperto che quell’auto era di proprietà della CiTiEsse di Rovellasca. Campando di multe, evidentemente si sono inventati pure il servizio take away. Secondo il giudice di pace anche la fase della notifica della contravvenzione, che dovrebbe essere “un atto di polizia” era affidato a privati, una terza società meccanografica. “Tutti questi elementi inducono a far ritenere come in realtà la gestione di tali impianti non è avvenuta “solo” ad opera dell’amministrazione con esclusione di “altri”, facendo sorgere notevoli dubbi sulla legittimità delle modalità di effettuazione dell’accertamento da parte dell’Amministrazione e ciò a scapito dei principi di imparzialità, trasparenza e correttezza che devono connotare l’attività dell’Amministrazione”. Il sindaco invece è convinta di essere nel giusto e si è rivolta al Tribunale.
Povera illusa. E povera Illasi.

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