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Notte prima degli esami (da Venditti a Facebook)

Forse cambiati, certo un po’ diversi. Sono così i ragazzi della Maturità 2011. Niente chitarre sulla spalla, nessun pianoforte. «La nostra notte prima degli esami la passeremo davanti al computer a cercare ‘dritte’ e anticipazioni sui test, non fuori con gli amici». Lo gridano a gran voce. Perché internet ha rivoluzionato tutto: relazioni, amicizie, approfondimenti. Ha velocizzato il lavoro e lo studio. Fonti sempre meno certe?

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Almeno, per favore, non veniteci a parlare di quote rosa

Seduti sui gradini di una chiesa. A un orario che già di per sé comprometterebbe la virtù di una brava ragazza. Tra la bava dei cani dei punkabbestia, bicchieri rovesciati, ragazze scosciate con tacco dodici e ragazze scosciate con ballerine (sempre sconsigliato) e una birra ormai calda in mano, fran. D'improvviso, ti gela con la questione delle questioni: “Ma sai qual è il problema?

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Ho perso le parole

Ho perso le parole. Le ho perse in un'auto, seduta sul sedile posteriore, al ritorno dal primo concerto di una band giovanissima e tosta. Cinque amici, distrutti e sudati, mentre fuori una pioggia incessante continuava a battere sui finestrini. E noi, dentro, a cantare a squarciagola. Tutti insieme, pelle d'oca e lacrime agli occhi.

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Dicono che il vento sia cambiato. Non è così.

Dicono che il vento sia cambiato. Ma io non ci credo. Solo perché il vento non gonfia più le bandiere azzurre, non significa che sia un vento diverso. Il vento, da sempre, chiede nuove opportunità, una visione, l'ideale di soffiare in un posto e in un tempo migliori. Il vento pretende risposte concrete. Ambisce ad accarezzare curve della mente inesplorate o, più semplicemente, la dignità. E la bellezza. La possibilità di campare, di potersi permettere un sorriso appena svegli e, magari, di stare bene dove si sta.

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Fateli soffrire (prima che sia troppo tardi), se ne siete capaci

E se qualcuna ancora non fosse convinta dell'assioma “Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze”, argomentato da Sherry Argov nel mitico compendio, ecco un piccolo estratto – promemoria – dal manuale (mai troppo poco consultato) e del tutto maschile, dal titolo “Guarda come ti lascio, brava ragazza, cercando di uscirne con la coscienza pulita”:

1. Non mi sento all'altezza di questa storia;

2. Il nostro sentimento è troppo grande, mi sento soffocare;

3. Mi piaci così tanto che non riesco a essere me stesso;

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Rivoglio quello biondo degli 883

In quei giorni indossavo jeans a zampa talmente stretti da dovermi sdraiare sul letto per allacciarli. Guai a stirarli, altrimenti si allargavano. Mi truccavo gli occhi con un'agghiacciante matita azzurra perlata, en pendant con la maglietta della Onyx stretta e corta. Sempre quella. La mia preferita.

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Fateli soffrire, se ne siete capaci

Che si tratti di chiacchiere tra una smazzata e l'altra di una briscola, battute tra colleghi davanti al caffè orrendo di una macchinetta o ciniche riflessioni di un gruppo di intellettuali in gita, alla fine si cade sempre lì: relazioni, amore, sesso sopra ogni cosa.

Mischiare le anime e le ossa fa fumare gli ingranaggi del cervello. Non c'è stimolo artistico o partita di calcio che tenga. La scoperta dell'acqua calda? Senza dubbio. Ma, concorderete, sempre la più gettonata.

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Scene da un matrimonio

Succede che a volte ci si ritrovi soli, perché la vita ha scelto per te. Ha scelto di metterti davanti alle tue insicurezze, alle tue capacità, alla tua voglia di fare. Succede che le prospettive cambino di colpo.

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Il talento di Mr. Bisha, traghettato su uno scafo clandestino

«La mia storia comincia dal lago, dove andavamo a fare il bagno tutti i giorni, vicino a casa». Il posto che disegna con le parole si chiama Vau Dejes, vicino a Shkodra, in Albania.

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Lassociazione. Giovani senza apostrofo per salvare il dialetto

Mettere in note l’Appennino, le sue ombre, la neve di tormenta, le foglie dietro le foglie. Farlo nell’unica lingua in cui è possibile tradurre la verità dei contadini di montagna: il dialetto del crinale. Questo l’obiettivo che Lassociazione si era prefisso. Un gruppo folto di artisti, musicisti, attori e poeti uniti per l’occasione. Tutti accomunati dal fatto di avere l'Emilia pulsante nelle vene. E il nome non è stato scelto a caso.

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