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La nuova carriera del Blasco, che sbuffa nuvolette di vapore e vende sigarette elettroniche

Pubblicato da Benedetta Salsi Ven, 04/11/2011 - 12:44

«Continuo a fare debiti... Vivere non è facile». Quasi una didascalia. Canta Vasco Rossi, seduto sul sedile del suo camper. Strabuzza le pupille, inforca gli occhiali tenuti al collo da un cordino, disegna nuvolette mentre ondeggia una sigaretta tra le dita. Sono i ‘clippini’ del rocker di Zocca, girati su e giù per Stivale, anche questa estate, mentre si trovava ricoverato a Villalba, sui colli bolognesi per il malore che tenne sulle corde l'Italia intera. E pure dopo. Youtube ne è pieno. La sua «ultima idea geniale», la pubblicizzava così, ancora prima che entrasse in commercio. «Un grande oggetto. Una sigaretta che non emette fumo, ma solo vapore». Ha 59 anni, ma si diverte come un bambino.

Ci ha messo la faccia, il nome. E anche tutto il suo tempo da rockstar in pensione. Lui, devoto della nicotina nella sua vita precedente (quella spericolata) si è convertito al fumo salutista e ha deciso di trasformarlo in business. Si chiamano Il Blasco. «Non fanno male», dice lui. E «si possono usare dappertutto». Parola del fumatore accanito che dopo i problemi di salute degli ultimi mesi si è votato all’inganno elettronico. Tanto da apporre il proprio marchio di qualità sul pacchetto, realizzato dall’azienda estense Don O’Brian srl. «Per noi fumatori è come il ciuccio», sorride Vasco. «L’uovo di Colombo». Un’apologia mediatica che non ha fine. «Usa e getta, dura un sacco di tempo... » Il sapore «non è malvagio», dice lui. Anzi, abbastanza gradevole. «Non che si possa smettere, ma io la uso molto per fumare meno. Non centinaia di sigarette come prima. È un’idea geniale».

È stato lo stesso Blasco a promuoverle sulla propria pagina Facebook (la stessa da cui erano partiti i caustici attacchi verso l’altro rocker emiliano, tal Ligabue da Correggio), scatenando ancora una volta i commenti del popolo della rete, subito pronto a schierarsi. In migliaia. Pro e contro Il Blasco. Artista e prodotto commerciale. «Lui vuol bene ai suoi fan, lo fa per voi che fumate... », posta una fedelissima. «Meno soldi allo Stato, ma più soldi a Vasco Rossi... », ironizza qualche disincantato. In effetti... Tutto su internet, in blister da 8 euro, pacchetti da 23 e stecche da 230. E i più accaniti potranno assaltare anche un’edicola a Casalecchio di Reno, che ne ha la concessione. Garantisce Vasco.

Tendine rosse. C’è un altro filmato. Lì ne offre una a Red Red Ronnie. «Dai, fa solo bene... Puoi cominciare a fumare anche te». Giacchino di jeans, cappellino da baseball, immancabili occhiali da sole mentre sbiascica lo spot. Sono andati avanti per mesi, postati come una «vera pubblicità occulta». Se lo diceva da solo. Aveva capito la potenza del suo marchio. Un business man che ha deciso di riciclarsi dopo l’annuncio del suo ritiro dai riflettori. Non più rockstar, ora il Blasco fa l’imprenditore di sé stesso. Sperando che tutto non finisca in una nuvoletta.

Mentre lui, eh già, non smette di sbuffare vapore.

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