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Balotelli, ora o mai più: via dall'Inter e dall'Italia per tornare uno dei tanti

Pubblicato da Michele Sabattini Mer, 21/04/2010 - 01:19

Ce l'ha messa tutta, di più non poteva fare. E adesso tutti li ha contro, dal primo all'ultimo. Società, allenatore, compagni e tifosi: da questa sera Balotelli è solo. Non che prima fosse circondato da amici, ma tanti almeno credevano ancora in lui. Ora non più. E viene quasi da pensare che fosse proprio quello che lui voleva.

Perché? Per quale motivo a 19 anni si odia così tanto il mondo da voler buttar via tutto? Balotelli non si fida di nessuno, ascolta solo le sue paure. E attacca, provoca, offende. Sfida lui per primo, quasi avesse bisogno dell'altrui rifiuto per sentirsi più sereno. La ricerca di una conferma: "tutti mi odiano, nessuno mi capisce". 

E' chiaro che si sente incompreso, ma è altrettanto evidente che fa l'impossibile per esserlo. Un comportamento apparentemente illogico, che in altre sedi e ad altre competenze è dato spiegare.

Però che tristezza vedere sull'orlo del baratro un talento simile, in un panorama del calcio italiano che non brulica esattamente di fenomeni. Mourinho stavolta l'ha scaricato senza mezzi termini e ha tirato in ballo tutti quei detrattori che l'avevano accusato di non saper gestire il talento bresciano. Tradotto: non avete ancora capito che non c'è niente da fare?

Infine dovremmo quindi rassegnarci, accettare serenamente che questo bimbo capriccioso e antipatico finisca definitivamente di rovinarsi con le sue mani.

No, non ce la faccio, è più forte di me. E non si tratta dello spirito del 'buon samaritano', è solo una questione di stomaco, di sensazioni a pelle. Perché, come quando Balotelli fa le sue sceneggiate mi verrebbe voglia di entrare nel televisore per avere con lui un rapido e chiarificatore scambio di idee, allo stesso modo quando (raramente) lo vedo sorridere riconosco in quel ragazzo una genuinità unica, priva di ogni cattiveria.

All'Inter le hanno provate veramente tutte, possono aver commesso alcuni errori, ma non si può dire che non abbiano cercato in ogni modo di farlo crescere. A questo punto viene da pensare che l'unica soluzione sia davvero quella di cambiare aria, di sradicare Balotelli dal suo ambiente e metterlo alla prova da un'altra parte, magari all'estero.

Come Cassano: andare a Madrid gli è servito, ha toccato il fondo, s'è confuso tra l'orda merengue di Galacticos e poi lentamente è risalito. Farlo diventare uno dei tanti, forse questa potrebbe essere la chiave di volta. E al suo ritorno saremmo tutti ben lieti di accoglierlo, in campionato e in nazionale, proprio come Cassano!

 

 

 

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