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UN CICLISMO MAGNIFICO IN MOSTRA A LISSONE

Pubblicato da Luciana Rota Ven, 04/06/2010 - 15:47

Non ha ancora ruggito i suoi 90, Magni, ma il traguardo è dietro l’angolo. E lui è orgoglioso. Orgoglioso che Lissone, la sua Brianza, gli stia per tributare una grande mostra di compleanno. Fiorenzo non è uno qualsiasi. Lo vedi lo senti lo percepisci. Se hai la fortuna di entrare in confidenza con lui, di parlare di ciclismo e  di sport, di vita e di cose da fare. Se ti capita di sedergli accanto, sul divano, nella sua bella villa di Monticello Brianza, puoi toccare il cielo con un dito. Puoi vincere una tappa del Tour.

Nella sua Magnifica scia. Casa Magni sta lì come in un quadro, con un giardino dipinto anche da lui (che ama curarne fiori), un giardino che puoi ammirare dalla finestra grande del salotto. “Guarda Lucianina, sembra un quadro, invece è tutto vero. Lo sai quante volte l’ho percorsa in bicicletta quella strada”, quella la principale che conduce a Monticello ed è proprio lì che iniziano i su e giù … “L’ho quasi consumata a furia di pedalare. E mi guardavo attorno. Sognavo di comprare quel terreno e costruirci la mia casa. Il sogno l’abbiamo realizzato e ci ha fatto felici: me e Liliana (che gli sorride dall’altro lato del divano, una coperta sulle gambe, ndr). Abbiamo costruito il nostro rifugio e cresciuto qui la nostra famiglia, tutti quei nipoti, che arrivano e vanno. Mi lasciano ogni volta una bicicletta in cantina, nella rastrelliera … Ci stiamo così bene qui, a Monticello, che per non rischiare abbiamo preso anche del terreno davanti così per non correre pericoli: si sa mai che un giorno, qualcuno si volesse inventare di oscurare il mio bellissimo quadro “colline della Brianza” pensando di costruire un edificio mostruoso”.

Magni sta per ruggire i 90 e lo trovi su quel divano. Che guarda la tappa del Giro. Ti fa correre sulla canna con lui, con le parole, con i ricordi: da Coppi, alla cara Bruna, la mamma di Marina: “La chiamiamo? Dai, chiamiamo Marina” ed ecco che in un attimo la piccola ormai grande figlioletta di Fausto, del Campionissimo, risponde al telefono: “Ciao Fiorenzo, come stai?”, lui sorride e stacca leggermente il cellulare dall’orecchio: “Mi fa sobbalzare sentirti, Marina cara, mi ricordi - anche con la sola voce - il tuo babbo. Lo sai che avete lo stesso timbro, lo stesso modo di parlare?”.

Carrellata di ricordi. Ammiraglie su e giù dal Giro al Tour. Gli amici che non ci sono, quelli che sono attivi più che mai. L’Alfredo Martini, ad esempio. “E dai, sentiamo anche lui?”. “Pronto, Alfredo? Guarda che si avvicina il giorno e devi venire alla mia mostra …”.

Magni è un pezzo da novanta che ti incanta in tutte le lingue. E sa di antico, ma dopo un attimo è modernissimo: “Lo sai che la mia più grande soddisfazione alla fine è proprio questo Museo, il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo... Ma lo sai quanta gente ci va la domenica? Quando l’abbiamo pensato e poi progettato. E si sono dati da fare gli architetti che pensavano agli spazi: io mi dicevo che era troppo grande, che non ce l’avrei fatta a riempirlo tutto. Invece, adesso, ho quasi il problema opposto. Con la Gazzetta abbiamo deciso di inaugurare una parete tutta rosa: fatta dalle maglie di tutti i corridori, di tutti i campioni che hanno vestito la rosa … Mi dovete aiutare a trovarle. Ci vediamo il 6 giugno, alla mostra per il mio compleanno. E incominciamo da lì …”.

Domenica 6 giugno i novanta del Leone delle Fiandre diventano una mostra. Sino al 4 luglio, allestita a Palazzo Terragni. Fiorenzo stringe il tubolare al manubrio, lo rimette fra i denti e riattacca. E’ sempre più che mai il grande Magni: “Pensa che questa rassegna l’hanno intitolata “Il Guerriero di un sublime ciclismo”. E’ un titolo che fa effetto!”.

E’ uno che non è avvezzo ai fronzoli, che bada alle cose concrete da sempre e sembra stupirsi. Poi torna alla realtà: “Hai visto che Giro. E’ sempre bellissimo e va rispettato e lo devono capire tutti, anche la Gazzetta. Deve dargli spazio, e così anche gli altri giornali, devono capire che il ciclismo è uno sport di grande valore che non può essere relegato a fondo pagina. E’ uno sport da prima pagina. Devono capire che la gente appassionata c’è ancora ed è tanta. E anche i giovani si stanno avvicinando, di nuovo. Sapete quanti ne vengono al Ghisallo?”. 

Magni che attacca e difende. Punta alla vittoria, della memoria, dei campioni, dei campioni del ciclismo e la propone a tutti. La memoria del grande ciclismo. Della sua vita. “Intanto si festeggia a Lissone. Sarà un’esposizione di fotografie, di ricordi e di biciclette che hanno voluto raccogliere per festeggiare il mio novantesimo compleanno. E’ una cosa bellissima e mi fa tanto piacere. Va detto a tutti, mi raccomando”. 

“Si deve sapere": sembra un ordine! La mostra è promossa dallo Sport Club Mobili Lissone, presieduto da Romano Erba, con la collaborazione del Museo del Ghisallo. L’inaugurazione è prevista per domenica 6 giugno alle ore 10. L’ingresso è gratuito. 

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