Nella movida del Triathlon milanese Dave Matthews brucia Secchiero. Quando lo sport trasforma la city. La emoziona
Milano da bere. Tre volte e per sport. Col triathlon, perché no, di luglio: che domenica 25, dopo il benedetto temporale, sembra davvero trasformato anche il Naviglio Grande. Ed è grande triathlon: in città, anzi, in centro. Grande sport nella City. A tuffarsi nell'avventura è questa volta il triathlon olimpico e l'agonismo puro. Partenza dalla Darsena (frazione a nuoto) per "assaggiare" l´acqua pulita (dicono) del Naviglio Grande - avanti e indietro, per 1,5 km - poi zona cambio e via in bici: 40 km da pedalare attraverso uno spettacolare multilap che si muove da via D'Annunzio a Largo Cairoli, con un circuito che tocca internamente Parco Sempione, nel polmone di Milano. Ed ecco poi la sparata, si fa per dire, finale: la corsa per la vittoria, terza disciplina in campo: la corsa. Dopo il passaggio nella seconda zona cambio posta in piazza Castello, chiude la frazione in... running, con i suoi 10 km di corsa e arrivo in Piazza del Duomo.
Le guglie infucate di luglio ad applaudire tutti ma proprio tutti. E per la categoria elite, il top dei top, l'australiano Dave Matthews del Peperoncino Team (primo in 1h48'18") che "brucia" in tre secondi e allo sprint il nostro giovane rampante Andrea Secchiero in 1h48'21". Secchiero, del Protek Team, solo 22 anni, mette dietro (e al volo) l'ungherese Csaba Kuttor (in 1h48'29").
Dall’Australia alla City: “E’ la prima volta che vengo a Milano – ha detto il vincitore Dave emozionato - e sono rimasto affascinato dalla bellezza della città e dal calore del pubblico. Percorrere le vie del centro storico è stato emozionante e sono molto felice di essere arrivato primo al traguardo in questa bellissima piazza. La gara è stata impegnativa, specialmente nel primo tratto dove è stata dura nuotare contro corrente e poi nel tratto di corsa sotto il sole, ma sentivo il pubblico che mi incitava e questo mi ha aiutato molto per tirare fino alla fine”.
Fra le "ragazze top", invece, si porta a casa il primo nome sull'albo d'oro di Milan, l'ungherese Margit Vanek (in 2h04'12"), davanti a Carla Stampfli (2h07'44") e a Gaia Peron (2h09'06"). Eccoli, sono loro i vincitori di classe del primo olimpico in centro a Milano, quelli che hanno domato meglio di tutti la corrente del Naviglio (proprio così e chi se l'aspettava?), quelli che hanno fatto tre fatiche d'ercole, fatiche da multi disciplina. Per molti ma non per tutti, sulla distanza "classica".
Centoventinove atleti "numerati" (iscrizioni limitate, forse un errore ma siamo alle prove tecniche di... ) e il numero uno spillato sulla divisa del DDS Team Triathlon, squadra milanese di un campione "in casa" come Ivan Risti, una volta già vincitore tricolore nella distanza più corta, lo sprint, che nella sua Milano ha raddoppiato: undicesimo! "Poteva essere la mia gara. Ce l'ho messa tutta, ma alla fine ho sofferto nella frazione di corsa. Comunque lo dico: sono soddisfatto!". Lui che ha diverse partecipazioni internazionali nelle gambe e nelle braccia. Risti numero uno, contento, per l´edizione numero zero di Milano City Triathlon un evento, organizzato da I Am Sport Events con il Comune di Milano (main sponsor Garmin, sport nutrition partner Enervit), che ha proposto per la prima volta nel centro della nostra "capitale del lavoro" un Triathlon sulla classica distanza olimpica. Per sport solo per sport.
"Il ranking mi aveva assegnato questo onore del numero e ho cercato di onorarlo - ha detto l´azzurro, una laurea in scienze politiche e un ruolo attivo nella start della divisione sport in Twister communication Group, a Milano - Mi sono divertito, anche emozionato, e sono felice e fiero che la mia città, finalmente, si sia giocata la carta di un grande evento internazionale come questo. Non è da tutti gareggiare nella City dove abitualmente ci si deve concentrare per il... lavoro e strappare ore disponibili allo sport... E' proprio un po´ speciale!"
Un tuffo dalla Darsena sognando altri lidi e via. E´ il battesimo del Triathlon olimpico in città: "A chi storce il naso per la cattiva fama dell'acqua del Naviglio milanese ricorderei che nuotare qui è molto meglio, credete, che nella Senna o al Lido di Buenos Aires, per fare degli esempi importanti. - ci raccontava candidamente alla vigilia l'affascinante e olimpico Daniel Fontana - Invece, finalmente, anche Milano ha la possibilità di promuovere un´attività sportiva che è a contatto con la natura, che non inquina, che valorizza il territorio anche in termini di turismo. Un evento spettacolare che forse un giorno richiamerà anche il grande pubblico. Anche i frequentatori dei locali da happy hour della Darsena. Sono tutti invitati!".
E' una gara nella gara, con gli "officials" della ITU (organismo internazionale del triathlon olimpico) a "ispezionare" e forse fare le verifiche e la misurazione ufficiale del percorso inedito perché gli uomini di I Am Sport puntano ad ottenere l'assegnazione della prova internazionale per una candidatura di Milano alla Grand Final World Championship Series che coincide, guarda un po´, con la fatidica data dell'EXPO 2015. Milano è dunque in gara per il grande triathlon internazionale e la gara nella gara è con altre città di grande prestigio europeo, già dedite al triathlon: Amburgo, Vienna, Madrid, Kitzbuhel e Londra, per citarne alcune.
E allora "cin cin" alla Milano City Triathlon. La movida della multi disciplina è solo iniziata.
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