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Al di là del Cinema di Clint. Aldilà telefonato, quello di Hereafter

Uno dei miei libri preferiti è 'La Zona Morta' di Stephen King. David Cronenberg, nel 1983, ne ha tratto forse il suo film più debole, malgrado un grande Christopher Walken. La serie televisiva omonima è discreta, ma nulla più. Il Johnny Smith protagonista di quel libro è il prozio del personaggio interpretato da Matt Damon in 'Hereafter'. Simili capacità: Johnny al tatto leggeva passato e futuro. Matt mette invece in comunicazione con l'aldilà.

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2010: i 10 film più emozionanti

Ecco la mia classifica delle pellicole dell'anno. Timida, senza dare alcun giudizio biblico. Sicuramente ho lasciato fuori qualcuno. Ma, si sa, le classifiche sono fatte per essere discusse.

10 – Il Profeta di Jacques Audiard, dramma carcerario sorpresa della stagione, è un film che ha fatto incetta di premi nei festival di tutto il mondo. Particolarmente lodati il protagonista Tahar Rahim e la confezione realista.

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Cattivissimo me. Molte idee che ci regalano un'alternativa

I lungometraggi di animazione, da circa 10 anni, si dividono tra Pixar e non Pixar. Difficile definire un film Pixar. Negli anni i vari Bird, Lasseter e Stanton hanno tirato fuori una serie di capolavori naturalmente ineguagliabili (Nemo, Monters&co., gli Incredibili,Ratatouille,Up). Facile definire un film non Pixar: debole. Storie straviste, personaggi che troppo devono ai classici Disney, dialoghi a volte senza senso e, soprattutto, tematiche adulte neanche minimamente abbozzate. Esempi?

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The Social Network: un film che fotografa un'epoca e segna la maturità di David Fincher

In una sera d'autunno del 2003, dopo essere stato mollato dalla sua fidanzata, lo studente di Harvard Mark Zuckerberg, un genio dell'informatica, siede al suo computer e inizia con foga a rubare tutte le foto delle studentesse delle università cittadine. Crea un sito, ci ficca dentro tutte le foto, chiede agli utenti di votarle. Ventimila contatti in due ore e il sistema informatico di Harvard va in crash.

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La passione: lo spettatore subisce l'ennesima fiction travestita da film

Un regista praticamente sull'orlo del ritiro e in crisi d'ispirazione (Silvio Orlando) viene ingaggiato per dirigere la rappresentazione della Passione di Cristo in un piccolo paese toscano. Qui combatterà con la propria incapacità di riscatto e con una piccola comunità sostanzialmente immobile. E' difficile commentare un film senza capo né coda come 'La Passione' di Carlo Mazzacurati. Noioso, inconcludente e privo di un qualsiasi significato evidente. Non riesco a capire come si possa finanziare un film del genere.

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The Town, la seconda splendida vita di Ben Affleck

Ogni fan di Michael Mann, in maniera religiosa, dovrebbe trovare un angoletto nella propria casa, incastrarci una specie di altarino e metterci su una foto di Ben Affleck.

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Inception. Il gelo nella mente. E nel cuore

Può, un film sui sogni, far raggrinzire dal freddo lo spettatore? Questo mi è capitato, con 'Inception'. Alla fine della pellicola non riuscivo a dare una forma alla mia opinione. E ancora adesso, dopo giorni di faticosi ragionamenti, probabilmente non padroneggio una posizione e avrò bisogno di una seconda visione.

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Polanski, quando l'autobiografia al cinema è un passo indietro

“Questo tribunale è una farsa”. Parola di Roman Polanski. O meglio, un pensiero del regista attraverso la voce di Pierce Brosnan. Accade nelle umide, acquatiche atmosfere di 'L'uomo nell'ombra' (The ghostwriter). L'ennesima fetta della stessa torta: nella pellicola ci sono tutti i temi più cari al cineasta. La discesa nell'incubo non è paragonabile né a 'Rosemary's Baby' (1968), né a 'L'inquilino del terzo piano' (1976).

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Draquila, l'affronto con poca satira e molto giornalismo

Un cittadino aquilano sorride alla telecamera. Afferra fiero, incredulo, un vaso di plastica con dentro delle spighe di grano, finte. Il contenitore è griffato 'Protezione Civile', con tanto di stemma. Tra le tante sequenze evocative di 'Draquila' questa, per chi scrive, è la più rappresentativa. Pochi istanti per racchiudere il punto di vista di tutta un'inchiesta. Non un documentario: nessuna narrazione. Una tesi invece. Ben sviluppata, argomentata, con un filo di retorica politica che a tratti stanca, a tratti diverte.

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