• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

La polaroid di Morgan: un gentiluomo incompiuto

Pubblicato da Paolo Rosato Lun, 14/02/2011 - 19:39

Chiedo venia ai lettori: questo è un piccolo e solitario excursus nella musica

Ho visto Morgan 'cazzeggiare' per un'ora e mezza. Passatemi il termine. Se preferite esistono 'improvvisare', 'inventare' oppure 'gigioneggiare'. Ma credo che la versione sboccata sia la più calzante. Due ore di ritardo, pubblico inferocito. Si comincia quasi alle 11. si finirà all'una. In mezzo? Tutto il meglio e tutto il peggio di un artista fuori dai binari. Il personaggio ha fagocitato il senso di responsabilità. Non il talento.

Doveva suonare al teatro delle Celebrazioni, a Bologna. Pubblico trasversale: ragazzine accaldate che l'hanno conosciuto per X Factor, signori che l'avranno incrociato a 'Porta a Porta', fidanzati che accompagnavano la morosa che pensa che 'Altrove' sia una canzone di moda. Ma anche quei 4 poveri cristi che magari di Morgan apprezzano l'incredibile polistrumentismo, il tocco al basso tra Mick Karn e Tony Levin e la sottovalutata produzione coi Bluvertigo.

Entra, suona un paio di pezzi da 'Italian Songbook'. Poi decide che sarà una serata diversa. Si accorge che il tastierista del gruppo spalla (i Versus, ndr) ha lasciato sul palco un piano Fender e un organo Hammond. Se ne appropria, comincia a tirar su note su note. Si fionda in una bellissima 'Cieli Neri', passa per il giro infuocato di organo di 'Light my fire' dei Doors e poi conclude con un estratto da 'Vivosunamela', 1995, 'Acidi e basi'. Il gioco è bello quando dura poco? Macché. Torna al suo piano ma comincia a suonare 'on demand': il pubblico chiede, lui esegue. Incrociamo De Andrè, Gainsbourg, Tenco. Il solito talento ai tasti, ma tutto è fuori controllo. Richiama i Versus e inizia il corner Pink Floyd: si termina con una 'Wish you were here' dove lui dà sfoggio di tecnica infinita (fantastico l'effetto che fa diventare l'ukulele una chitarra elettrica), ma i Versus arrancano non potendo seguire i suoni e le visioni. Dall'improvvisazione assoluta si torna a un abbozzo di scaletta: 'La Sera' scivola via che è una bellezza. Poi un pezzo sconosciuto dei Duran Duran e infine il doloroso outing. Solo parole. Lui si sfoga. Non ha soldi dice. Gli hanno portato via la bambina e lo vorresti abbracciare, ti parla a cuore aperto. Se ne va salutando con la mano, niente bis. Il concerto più bislacco che abbia mai visto si conclude nei commenti delle persone che scappano dal 'Celebrazioni'.

A cosa ho assistito? A un pomeriggio casalingo, nel quale Morgan bevendo una lattina di Red Bull gioca coi suoi strumenti. Solo che eravamo di sera, in un teatro, col pubblico che si aspettava un Piano Solo intenso e intimista. Qual è il Morgan che preferisco? Quello che sta in mezzo. Quello che improvvisa e crea. Certo. Ma anche quello che non abbandona le regole del musicista. L'esibizione è sacra. Non si può dimenticare il rito del palcoscenico per trasformarlo nel proprio giardino dei giochi. Marco, abbandona il personaggio e per piacere torna a pensare che la musica per te è una missione.

Ma ti ho scattato una polaroid. E sei ancora un gentiluomo.

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.