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Drive: il 'polar' imperfetto con tanta nostalgia di un tempo che fu

Pubblicato da Paolo Rosato Mar, 18/10/2011 - 17:39

Drive non è un film già visto. E' una parola nuova, all'interno di un discorso vecchio di anni. E' come tornare per me a passeggiare sulle spiagge abruzzesi. Ci sono nato, per me sono sempre bellissime. Non sono nato all'interno di un 'polar', ossia un film che intreccia due filosofie: quella del poliziesco e quella del noir. Però lo amo, lo adoro. E quando ne rifanno uno così bello rinasco, vorrei stare sulla famosa isola deserta a riguardarmelo mille volte. Poca polizia, è vero. Ma l’impronta, indelebile, è quella.

Nessuna originalità. L’eroe senza nome, di giorno meccanico e stuntman e di notte autista a pagamento per la mala, non è un personaggio nuovo di zecca. Non spiazza la Los Angeles notturna, non sorprende lo snodo che complica la vita del protagonista. L’amore c’è, ed è banalmente coinvolgente. Ma cos’è che rende Drive un aggiornamento poetico credibile? Due cose: la mano Winding Refn e l’interpretazione di Ryan Gosling.

Una volta tanto devo dirlo: Cannes aveva visto giusto. La regia di Refn è una Sacher mangiata a mezzanotte: capolavoro per la nicchia, pesante per i non adepti. Bellissime inquadrature, maniacale cura dei particolari, atmosfere ricercate, citazionismo ovvio ma mai banale (De Palma e Mann applaudono), scelta delle musiche baciata dagli dei. L’asciuttezza della trama e i lunghi silenzi, oltre alla sequenza iniziale, ci rimandano dritti a ‘Frank Costello faccia d’angelo’ (Le Samourai) di Jean-Pierre Melville. Ecco, Ryan Gosling è il nuovo Alain Delon. La sua performance glaciale è uno strepitoso omaggio a quel cinema di quasi 40 anni fa.

Drive convince anche perché ha cuore. L’empatia tra il protagonista è il pubblico è totale. L’amore impossibile è un tema che avvince perché mai troppo esplorato.

Insomma, sono state rispettate tutte le regole del genere? No, una no. A chi non ha visto il film non dirò nulla. E’ proprio alla fine che la pellicola al bivio sterza dalla parte opposta.

Fatevi guidare, è tornato il polar.

 

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