Drive: il 'polar' imperfetto con tanta nostalgia di un tempo che fu
Drive non è un film già visto. E' una parola nuova, all'interno di un discorso vecchio di anni. E' come tornare per me a passeggiare sulle spiagge abruzzesi. Ci sono nato, per me sono sempre bellissime. Non sono nato all'interno di un 'polar', ossia un film che intreccia due filosofie: quella del poliziesco e quella del noir. Però lo amo, lo adoro. E quando ne rifanno uno così bello rinasco, vorrei stare sulla famosa isola deserta a riguardarmelo mille volte. Poca polizia, è vero. Ma l’impronta, indelebile, è quella.
I Puffi, i Cineritornodalleferie e Super8
I Puffi da due settimane sono in testa a Gargamella.....scusate, al Box Office. Gli italiani in massa vanno a vedere i Puffi. Crialese? E' un comunista. Il pianeta delle scimmie? Già l'ho visto. Carnage? Si mangia?
Al cinema 30 anni. Quello che è successo un minuto dopo la fine del film
Sabato ho compiuto 30 anni. A casaccio tutto quello che è successo, al mio cinema. Soprattutto cosa è successo nella mia testa un minuto dopo la fine del film:
Aronofsky, Cronenberg e Polanski. Tre registi, due tipologie di pubblico, un solo cinema
La Mostra del Cinema di Venezia è stata vinta dal film 'Faust' del russo Alexander Sokurov. Ammetto l'ignoranza: lo conosco pochino. Ma se l'hanno premiato un motivo ci sarà. Come quando a Cannes hanno dato la Palma d'Oro nel 2008 a 'Entre le murs' (La Classe, da noi). Un motivo c'era: la sera prima la giuria intera aveva bisbocciato alla trattoria 'Il curvone'. Ma quest'anno non mi interessa tanto sottolineare quanto sia chic il film che ha vinto.
Source Code. Ripensarci solo 8 minuti e capire che è grande cinema
L'ufficiale dell'aeronautica Colter Stevens (Jake Gyllenhall) entra a far parte di un programma governativo sperimentale che sta indagando su un attentato ferroviario. Colter è costretto a rivivere l'incidente attraverso 8 minuti del passato. Deve riuscire a individuare il responsabile e prevenire il prossimo attacco terroristico.
Nel caso di Duncan Jones verrebbe da dire: evviva il Dna. Se sei figlio di David Bowie magari puoi essere un po' instabile. Ma non potrai mai diventare un completo idiota.
Habemus Papam, il Pontefice di Moretti è un Uomo
Sgombriamo il campo da due questioni. 'Habemus Papam' non è un film contro la Chiesa e non è un film sulla Chiesa. Non è un capolavoro e non è nemmeno un passo falso.
Fatevi prendere a calci dai NERD con lo splendido Kick Ass
"Perché nessuno vuole essere un supereroe, tipo Spiderman, ma tutti vogliono diventare Paris Hilton? Non ha nemmeno le tette".
Black Swan, il film perfetto (quasi) di Darren Aronofsky
Quanto è grande Darren Aronofsky? A giudicare dalla qualità di 'Black Swan' ('Cigno nero', ma il titolo originale è troppo superiore) proprio tanto. I registi sono il bello del cinema. Quelli bravi però: Aronofsky è grande perché i suoi film sono immediatamente riconoscibili. Come un pittore, Darren possiede delle pennellate che rimangono sulla pelle dello spettatore. 'Black Swan' è il film della consacrazione. Perché è cattivo, oscuro, angoscioso, onirico, delirante. Ovvero è Darren Aronofsky.
La polaroid di Morgan: un gentiluomo incompiuto
Chiedo venia ai lettori: questo è un piccolo e solitario excursus nella musica
Ho visto Morgan 'cazzeggiare' per un'ora e mezza. Passatemi il termine. Se preferite esistono 'improvvisare', 'inventare' oppure 'gigioneggiare'. Ma credo che la versione sboccata sia la più calzante. Due ore di ritardo, pubblico inferocito. Si comincia quasi alle 11. si finirà all'una. In mezzo? Tutto il meglio e tutto il peggio di un artista fuori dai binari. Il personaggio ha fagocitato il senso di responsabilità. Non il talento.
La mia versione: ho ricevuto una carezza dal burbero Barney Panofsky
Alcuni film sono come carezze. E, badate bene, non per forza si tratta di film d'amore. Non stiamo parlando obbligatoriamente di 'Love Story', piuttosto che di 'Harold e Maude' o di 'Insonnia d'amore'. Alcune belle pellicole, grazie a degli attori in gran forma e a un regia elegante, possiedono proprio la delicatezza di una carezza. E' il caso, sorprendente, di 'La Versione di Barney'.
