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Muscoli d'autore

Pubblicato da Doriano Rabotti Lun, 28/11/2011 - 15:42

IN UNA COPPA DEL MONDO che ha mandato in campo le squadre undici volte in quattordici giorni, un preparatore atletico 'pesa' quasi quanto un allenatore. E infatti nel momento cruciale il ct dell'Italvolley femminile Massimo Barbolini ha fatto il nome di un altro modenese presente nel suo staff: Stefano Tagliazucchi, 'Taglia' per gli amici. Uno che alle vittorie dei suoi atleti è abbastanza abituato, visto che ha costruito la carriera delle sorelle Serra Zanetti nel tennis, le promozioni recenti del Carpi calcio, uno scudetto con la Scavolini Pesaro nel 2010 sotto rete, una qualificazione olimpica e un bronzo europeo con la Polonia, sempre nel volley femminile. Eppure in questi giorni 'Taglia' è diventato famoso, nel mondo del web, soprattutto per un altro motivo.

Tagliazucchi, il video in cui lei canta 'Ce ne andiamo a Londra' spopola, sul web.

“E' stato il momento della liberazione, nell'ultima cena, dopo mesi di lavoro duro e tanta tensione. Le ragazze mi dicevano sempre che ero troppo serio, che non mi lasciavo andare mai. Lì ho mollato”.

Anche perché la qualificazione alle Olimpiadi al primo colpo meritava una festa adeguata.

“E ci darà anche il modo di lavorare meglio in questi mesi, potendo concedere soprattutto il giusto riposo alle ragazze. Il fatto che per esempio il Brasile non si sia ancora qualificato e la Russia fosse fuori dalla World cup renderà le altre qualificazioni durissime. Per fortuna, non è più un nostro problema”.

Come è nato il rapporto con Massimo Barbolini?

“Curiosamente, pur essendo entrambi modenesi, fino a qualche mese fa ci conoscevamo solo di vista. Poi qualche giocatrice gli ha parlato del mio lavoro, e lui mi ha chiamato. Per fortuna: ho conosciuto non soltanto un ottimo allenatore, ma soprattutto una persona di spessore. Uno che va alla Coppa del Mondo senza quattro giocatrici e non ne fa un alibi, per esempio”.

In gruppo avevate anche il libero di Modena Paola Croce, che era reduce da un periodo di inattività alla fine della stagione scorsa. Per un preparatore un caso come questo è più difficile?

“In realtà Paola aveva già lavorato benissimo con il preparatore di Modena, quindi la base era buona, noi abbiamo aggiunto solo un po' di lavoro specifico. Lei era una di quelle che voleva caricare anche durante i giorni di riposo, per dire, l'abbiamo dovuta tenere un po' a freno perché credo che la cosa più difficile e più importante, per vincere, alla fine sia stata la gestione del riposo e della prevenzione”.

Tagliazucchi, perché Modena ha così tanti bravi preparatori, non solo nella pallavolo?

“Una risposta scientifica non ce l'ho. Io sono figlio di un insegnante di educazione fisica, ma mio padre non ha mai spinto per farmi fare il preparatore. Ho seguito la passione, quando ho capito che come terzino sinistro non avrei superato il livello della Cdr, dove giocavo. In generale, credo che siamo un po' tutti figli del professor Gigliotti, che ha portato un'idea e un metodo”.

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