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Il Giappone rialza la testa

Pubblicato da Doriano Rabotti Ven, 02/12/2011 - 10:31

LORO HANNO VINTO, comunque. Un mese di Coppa del Mondo, tra femminile e maschile, nel Giappone che solo otto mesi fa era stato spazzato ma non spezzato dal terremoto e dallo tsunami. Proprio in quei giorni, il presidente della Fipav Magri annunciava la nomina di Berruto a ct, e si parlava anche della possibilità che la Coppa del Mondo fosse spostata in un altro paese. Per fortuna, non è andata così: la federvolley giapponese (Jva), Fuji tv e tutto il popolo giapponese hanno dato l'ennesima dimostrazione di dignità e serietà, trasformando l'evento nell'occasione per un rilancio d'immagine su scala mondiale.

SENZA VOLER DIMENTICARE, perché per quel poco che ne so, i giapponesi non dimenticano. A costo di macerarsi facendo diventare immortale un personaggio come Godzilla, che secondo alcune letture non sarebbe altro che la trasposizione nell'immaginario collettivo degli effetti della bomba atomica. Ma non è questo il luogo per affrontare un discorso che porterebbe troppo lontano.

ANCHE PERCHE' la storia che voglio raccontarvi è di ricostruzione, non di paura. La Coppa del Mondo è servita anche per raccogliere fondi per aiutare le persone che vivono nelle zone colpite dal disastro. Fuji tv ha organizzato uno stand al palazzetto dello sport di Fukuoka e nelle altre sedi di gara: in vendita cibo proveniente dalle zone colpite dallo tsunami e t-shirt, il 10 per cento dei ricavi è destinato a progetti per la ricostruzione di case e altre infrastrutture nell'area di Sendai. Le t-shirt riportano la scritta Nippon e il numero 8, simbolo tradizionalmente associato a Fuji tv nota anche come Canale 8, in Giappone. E va bene, è pubblicità, ma lo scopo è giusto, e dai diamanti non nasce niente, dal letame eccetera. Vendendo il cibo, gli agricoltori delle zone devastate hanno avuto uno sbocco alla loro produzione, rimasta senza negozi. Sono stati raccolti circa 3.000 dollari nei primi giorni a Fukuoka, ma l'iniziativa è stata replicata anche a Osaka e a Tokyo negli ultimi giorni della World Cup. Siamo tutti giapponesi.

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