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Obama, unica speranza per il "miracolo verde"

TRA LA NEVE e la costa ghiacciata di Coopenaghen oggi i grandi del pianeta cercano un piccolo «miracolo verde di Obama» per evitare che la terra si surriscaldi troppo e fare in modo che la conferenza mondiale dell’Onu sul clima diventi un successo.

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Caraibi, Sheychelles, Maldive e Tonga: ultimo grido d’aiuto per continuare a sopravvivere

ANTIGUA- La battaglia a Copengahen sarà durissima ma le pissole isole non mollano. Dalle piattaforme-città delle Maldive alle fragili barriere di Grenada che hanno perso la fiera resistenza dei coralli, dalle crepe dello tsunami nelle Seichelles alle foreste divorate di Tonga <1,5 to stay alive>  è diventato lo slogan della vita per finire sott'acqua. Tra le prime case sulla spiaggia e il livello dell’oceano ci sono meno di 30 centimetri.

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Obama, l'ultimo miglio della riforma sanitaria

Manca solo l’ultimo miglio, ma è quello decisivo. Barack Obama non stappa ancora lo spumante per salutare entro la fine dell’anno l’approvazione della storica riforma sanitaria. Nemmeno se il Senato sabato notte, approvando il via del dibattito in aula con 60 voti a favore, ha dimostrato che un altro enorme scoglio politico è stato superato.

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Il Nobel e le critiche a Barack: neppure lui è profeta in patria

E' vero. Il Nobel a Barack Obama e le critiche soprattutto della destra americana che lo hanno accompagnato, irrobustiscono una percezione. Il presidente americano viene visto molto più profeta dall’estero che non in patria dove il suo gradimento si sta sgretolando sugli scogli della riforma sanitaria e per l’aumento della disoccupazione.

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Obama, a Copenaghen è caduta una stella

Lo shock è reale e politico. Equivale alla caduta degli dei. Gli analisti, le star, i saggi, i lobbisti, i grandi e potenti come la McDonald hanno sbagliato tutti. Chicago fuori al primo turno dalla selezione è una "bocciatura olimpica" che gli Obama si porteranno dietro tutta la vita. L’appello diretto del presidente americano e della moglie Michelle si è trasformato in una gigantesca umiliazione per il gigante americano.

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L'Onu rinasce nel segno di Obama

Per udire la sostanza, tutti aspettano il debutto di Obama. Per il folklore, Gheddafi e Ahmadinejad. Ma stavolta l’Assemblea generale dell’Onu, che apre oggi con la conferenza sul clima, farà il pieno assoluto di leader politici. Medvedev, Hu Jintao, Sarkozy, Brown, Lula, Chavez, Berlusconi e Hotoyama, membri del G8 e del G20, Paesi emergenti e dittature si troveranno fianco a fianco in una New York blindata. Sono attesi 132 capi di Stato e di governo.

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Mosca dice ok a Obama e congela i missili

Sono in molti a sostenere che l’improvvisa "svolta" di Obama che giovedì ha cancellato lo scudo europeo voluto da Bush e di Medvedev che ieri ha annunciato a sua volta lo stop alla creazione di una base missilistica a Kaliningrad, sono state dettate più dalla grave crisi economica che non da un’improvvisa ondata pacifista che ha colpito Usa e Russia, ma è il risultato che conta.

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Vent'anni dopo: Amarcord New York, con affetto e nostalgia

Si intitola «Voglio l’America», è un diario minuzioso, spregiudicato e pieno di trasporto, ma alla fine del libro l’America sarà l’unica cosa di cui l’autore preferisce fare a meno. Enrico Franceschini ha tenuto dentro più di 20 anni questa New York intima e segreta che ha segnato la sua vita di scrittore e giornalista.

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Dietro le aperture di Pyongyang, prove di intesa fra Obama e la Cina

L’assemblea generale dell’Onu e il G20 di Pittsburgh a fine settembre tracceranno la grande cornice. Barack Obama attende impaziente e piuttosto incerto i risultati dell’Afghanistan, si sforza nel non voler vedere le simboliche provocazioni di Gheddafi, ha già capito che nel migliore dei casi il processo di pace in Medio Oriente non farà passi da gigante entro l’anno, ma sta concentrando la sua campagna di fine estate sul lontano e strategico bacino dell’Asia.

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Afghanistan, i rischi per Obama

Barack ha preparato l’America a una lunga stagione in Afghanistan. "E’ una guerra di necessità e non di scelta, che non possiamo perdere. Non sarà né facile né breve", ha detto il presidente spedendo 30mila soldati in più sul fronte anti-Al Qaeda.

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