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Usa: Michelle Bachmann e il mal di testa anti-primarie

Bella, chiara, astuta, non strillona, ma durissima. Michelle Bachman sembrava la perfetta bandiera dei super conservatori americani e del tea party contro Barack Obama. Una lady di ferro più solida, concreta e presentabile di Sarah Palin. La perfetta combinazione della nuova destra con la Bibbia in mano pronta a sfidare e probabilmente anche a battere alle primarie i pragmatisti del partito repubblicano o la forte lobby dei mormoni che spinge i miliardari Romney e Huntsman.

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E ora Murdoch rischia l'effetto domino

RUPERT MURDOCH è un uomo dalle risorse enormi e dalla tenacia illimitata, nonostante gli 80 anni, ma questa volta la sua reputazione sembra irreversibilmente compromessa. Non è affatto certo che il grande tycoon dei media internazionali proprietario del Wall Street Journal e del Times of London, del New York Post della Fox e di Sky, riesca a salvare il suo impero dal collasso.

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Il ritorno di Billary

RICCA, rispettata, ascoltata e stanca. Hillary Clinton non intende più fare la trottola in giro per il mondo per conto di Barack Obama. Non ha intenzione di sfidarlo un’altra volta per la presidenza nel 2012, e all’apice del successo,gli restituirà il Dipartimento di Stato per rimanere una delle donne più influenti d’America e tornare a essere insieme al marito Bill una delle coppie più potenti del mondo con la «Clinton foundation».

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L'alba difficile del Sud Sudan, 193esimo paese sovrano membro dell'Onu

Ci sarà una bandiera in più a sventolare davanti al palazzo dell’Onu. Domani il South Sudan proclama la sua indipendenza e, con la benedizione di Ban Ki moon e di decine di leader mondiali corsi in Africa per l’occasione, diventerà il 193° paese sovrano membro delle Nazioni Unite, staccandosi dal Nord e da Karthum. Per il presidente Salva Kiir però sarà solo una festa lunga un giorno, con un risveglio difficile.

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Sulla Libia schiffo bipartisan del congresso a Obama

Gli hanno dato uno "schiaffo bipartisan" bocciando alla Camera la sua azione in Libia, partita senza l’autorizzazione del Congresso. E’ uno schiaffo simbolico che al Senato non verrà confermato, ma segna la strada in salita per l’estate di Obama. Il ceffone più grosso però potrebbe arrivare sull’altra guancia di Barack il 2 agosto. E farebbe davvero male.

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Sulla Libia schiffo bipartisan del congresso a Obama

Gli hanno dato uno "schiaffo bipartisan" bocciando alla Camera la sua azione in Libia, partita senza l’autorizzazione del Congresso. E’ uno schiaffo simbolico che al Senato non verrà confermato, ma segna la strada in salita per l’estate di Obama. Il ceffone più grosso però potrebbe arrivare sull’altra guancia di Barack il 2 agosto. E farebbe davvero male.

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Ban Ki moon, il maratoneta che convince

Raramente la conferma per un secondo mandato come segretario generale dell’Onu, in tempi così agitati, è stata ottenuta tanto in fretta e con un consenso sostanzialmente unanime. Oggi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite i 15 paesi con e senza diritto di veto, gli confermeranno il loro disco verde, già anticipato da un grande sostegno cinese. Martedì prossimo ci sarà il voto finale senza sorprese in Assemblea Generale. Ban Ki moon può essere soddisfatto del risultato raggiunto.

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L'Onu a Roma sceglie la 'formula italiana'?

Il  fatto che si siano presentati a Roma su invito della Farnesina più di 120 paesi a discutere della riforma del Consiglio di Sicurezza, per i tempi e i riti dell’Onu e per il peso dell’Italia, è già da considerare un grosso successo.

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Donald Trump, molto rumore per nulla: rinuncia alla corsa per la Casa Bianca

Resterà un imprenditore, un attore, un personaggio popolare, una voce, un pallone gonfiato, ma non un candidato presidenziale. Donald Trump “preferisce il privato” e rinuncia alla competizione elettorale contro Obama. Ci prova a dire che è almeno riuscito a far pubblicare il certificato di nascita del presidente, ma non dice che era rimasto il solo, a credere che non esistesse e che Barack avesse mentito sulla sua americanità rubando le elezioni.

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Se il Pulitzer facesse scuola

NON È DETTO, a differenza degli Oscar, che i Pulitzer per il giornalismo e la fotografia, considerati i più alti riconoscimenti statunitensi nel mondo dell’informazione, garantiscano maggiori stipendi o promozioni ai vincitori. È certo però che il prestigio di questi premi assegnati ogni anno dalla Colombia University, è destinato a segnare un momento di eccellenza della professione che a livello internazionale non ha uguali.

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