• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Sanità Usa, la riforma di Obama sotto scacco

Pubblicato da Giampaolo Pioli Dom, 14/08/2011 - 15:08

ALLA FINE sarà solo la Corte Suprema, non prima dell’autunno comunque, a esprimere il parere definitivo sulla riforma sanitaria di Obama che entrerà in vigore nel 2014. L’ultimo schiaffo al presidente è venuto dall’Undicesimo distretto d’Appello di Atlanta che ha definito «incostituzionale» la parte della legge che sostiene l’obbligatorietà della polizza assistenziale da parte dei cittadini. Questa sentenza, passata con due voti contro uno, entra in conflitto con una precedente della Corte di Cincinnati che invece considerava «costituzionale» l’intero pacchetto votato a fatica dal Congresso e contro il quale i governatori di 26 Stati hanno fatto ricorso. Il nodo è sempre quello. Si chiama «individual mandate», vale a dire la responsabilità individuale di dotarsi di una forma di assistenza a pagamento, pena la violazione della legge e forti ammende. I giudici di Atlanta considerano un «eccesso di potere del Congresso» avere imposto ai cittadini di comprare, dalla nascita alla morte, un prodotto costoso che forse non vogliono.

I LEGALI della Casa Bianca ribattono: «Coloro che scelgono di non dotarsi di un’assicurazione sanitaria assumono una decisione economica che ha un effetto su tutto il Paese, perché quando qualcuno senza assicurazione ottiene assistenza sanitaria che non può pagare, il conto ricade su tutti i contribuenti». Il Paese è culturalmente spaccato sull’assistenza medica intesa come «un diritto» o come «un dovere». Una volta in vigore la riforma di Barack fornirà copertura, anche imponendola, a 32 milioni di persone in più rispetto a quelle che già ne usufruiscono. Per l’America si è trattato di un voto sociale storico. Sono stati i costi stratosferici, il profondo rosso, della spesa sanitaria Usa che hanno portato a questo.

PERCHE'? Perché negli Usa, grazie a una legge di Reagan, gli ospedali hanno l’obbligo di non rifiutare nessuno che si presenta al pronto soccorso. Questo ha creato una sorta di «cultura del rischio» dove non solo i poveri (coperti comunque dal Medicaid) utilizzano il sistema sanitario, ma anche la gente comune che specula risparmiando sui costi dell’assicurazione, ma poi finisce per far pagare le sue spese alla comunità. Obama ha voluto la svolta morale.

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.