• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Riscatto europeo

Pubblicato da Giampaolo Pioli Sab, 24/09/2011 - 15:29

AMMETTENDO impotenza e frustrazione per non aver risolto, nei tempi annunciati un anno fa, la crisi Medio Orientale, il presidente Barack Obama ha compiuto dalla tribuna dell’Onu un sofferto atto di chiarezza e di coraggio. Da un lato ha riconfermato, al di sopra di ogni cosa, che gli Stati Uniti, con qualsiasi presidente, difenderanno sempre e ad ogni costo la sicurezza e i diritti di Israele. Dall’altro ha ammesso che, proprio per questa ragione, l’America forse non può più essere il solo arbitro e garante della pace per questi due Stati e per i due popoli.

Improvvisamente, segnando un autentico scatto di credibilità, il «quartetto» composto da Usa, Russia, Onu e Unione europea, ma soprattutto i Paesi europei guidati dalla baronessa Ashton, sono diventati — anche se con qualche tendenza a fare i solisti e i primi della classe, come il presidente francese Sarkozy — i veri mediatori tra le parti, e autorevoli interlocutori anche per gli altri stati della primavera araba. Non significa l’esclusione dell’America, ma semmai il rafforzamento di un super-asse diplomatico dove questa volta è l’Europa, meno arrogante, ad aiutare gli Usa.

SE I PAESI della Ue, quelli con diritto di veto in Consiglio di Sicurezza (Francia e Inghilterra) e quelli senza (Germania e Portogallo), insieme agli altri 23 Stati membri, sapranno mantenere una posizione unitaria sulla partita israeliano-palestinese, convincendo le parti a sedersi da subito e a rispettare un calendario di scadenze e di obiettivi, la vecchia Europa si sarà politicamente riscattata. Vuole dire che il difficile ruolo di mediatore e arbitro passa in gran parte nelle sue mani, con americani e russi a fare da giudici di linea.

E’ vero che Israele e Palestina possono arrivare alla pace solo col negoziato diretto, ed è quello che faranno. E’ vero anche che il successo non dipenderà dalle minacce o dalle rappresaglie, ma dalle concessioni. Ma conteranno molto anche le piazze. In un mondo che sta rapidamente mutando mettendo in imbarazzo analisti e storici, le dinamiche del confronto popolare e i linguaggi vanno adeguati. La retorica, gli slogan e i preconcetti sono obsoleti nell’ Internet mediorientale.

La silenziosa e pacifica tessitura della Ashton sembra aver dato più frutti di tanti summit inutili. Facciamola lavorare a tempo pieno.

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.