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Obama svetta sul Pacifico

Pubblicato da Giampaolo Pioli Sab, 19/11/2011 - 16:31

La minaccia a Pechino è più simbolica che reale. Ma l’annuncio di Barack Obama di dislocare almeno 2500 marines nella nuova base Usa a Darwin in Australia, seguita alla gaffe del ministro della difesa Leon Panetta che ha definito India e Cina due «minacce militari» per gli Stati Uniti, ha irritato profondamente il governo cinese e potrebbe stimolare la tensione nell’area. Il Pentagono, pur tagliando spese e uomini, assicura che gli avamposti del Pacifico non ne risentiranno e questa viene vissuta come una mossa ostile tesa a provocare un «accerchiamento» militare ed economico della crescente potenza cinese. Barack lo spiega come un desiderio espresso dai «paesi democratici» della regione quali Giappone e Corea del Sud, i quali temono che gli Stati Uniti, affaticati da due guerre troppo lunghe e poco utili, possano decidere di lasciare ai cinesi il controllo di questa strategica area del mondo diventata il più forte e vitale mercato della crescita globale. Non sarà così.

PIÙ MARINES e meno affari con Pechino, esclusa dai trattati commerciali se non modificherà la flessibilità di cambio della sua moneta, è il segnale netto della svolta di Obama, che rincara la dose rivolto a Hu Jintao tornando a parlare anche di diritti umani. La base di Darwin rappresenta il primo insediamento militare permanente degli americani in Australia ed è la prova che il Pacifico diventerà la «vera priorità» per gli Usa, in quello che si profila per molte ragioni economiche e politiche come un autentico «secolo asiatico». Chi si chiede come Obama di fatto possa conciliare la «prova di forza» col «rilancio del dialogo» coi cinesi deve considerare che Pechino, anche se rimane il maggiore creditore Usa, gode del flusso più grande e con meno restrizioni nel gigantesco interscambio che sfiora i 500 miliardi di dollari l’anno.

Barack ha voluto alzare il livello della sfida impugnando le «regole». Diritti intellettuali, cambio, concorrenza e contraffazioni, che Pechino da anni ha brutalmente ignorato.

 

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