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Iraq, le banche fiutano affari

Più che una corsa all’oro è una ‘corsa a Baghdad’. I soldati americani si ritirano, i banchieri arrivano. Anche per loro però non sarà un lavoro facile. L’Iraq ridiventa una terra di conquista per il mondo degli affari. Questa volta non è più solo ‘l’oro nero’ ad attrarre le grandi sorelle del petrolio, ma i miliardi di dollari della ricostruzione, la partita sterminata della telefonia fissa e mobile e il prossimo collocamento bond non appena il Paese tornerà ad avere valore e credibilità.

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Obama svetta sul Pacifico

La minaccia a Pechino è più simbolica che reale. Ma l’annuncio di Barack Obama di dislocare almeno 2500 marines nella nuova base Usa a Darwin in Australia, seguita alla gaffe del ministro della difesa Leon Panetta che ha definito India e Cina due «minacce militari» per gli Stati Uniti, ha irritato profondamente il governo cinese e potrebbe stimolare la tensione nell’area.

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Riscatto europeo

AMMETTENDO impotenza e frustrazione per non aver risolto, nei tempi annunciati un anno fa, la crisi Medio Orientale, il presidente Barack Obama ha compiuto dalla tribuna dell’Onu un sofferto atto di chiarezza e di coraggio. Da un lato ha riconfermato, al di sopra di ogni cosa, che gli Stati Uniti, con qualsiasi presidente, difenderanno sempre e ad ogni costo la sicurezza e i diritti di Israele. Dall’altro ha ammesso che, proprio per questa ragione, l’America forse non può più essere il solo arbitro e garante della pace per questi due Stati e per i due popoli.

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Wikileaks cambia strategia: ora fa i nomi

MINACCIATO di arresto per violazione di segreti di Stato e minacce alla sicurezza nazionale dagli americani, accusato da ex amanti svedesi di violenza sessuale, determinato nel continuare la sua spietata campagna di rivelazioni di cablogrammi diplomatici riservati, Julian Assange, fondatore del sito Wikileaks, ha sempre provocato giudizi contrastanti sul suo operato e sulle sue motivazioni.

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Dall'Onu ultimatum ad Assad

SOLO RUSSIA, Cina, Cuba ed Ecuador si sono opposti. Tutti gli altri 33 paesi del Consiglio dell’Onu per i diritti Umani hanno votato per la condanna della repressione in Siria che ha già provocato la morte di almeno 2200 civili. Il presidente Bashar al Assad è nel mirino: il verdetto per lui si avrà a novembre quando la speciale commissione dell’Onu, che condurrà un’inchiesta indipendente in Siria sulla violazione dei diritti umani, presenterà il suo rapporto al segretario generale Ban Ki-moon. Il regime sembra avviato a un punto di non ritorno.

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Obama, svolta sugli immigrati

AGLI HAMPTONS, nei grandi parcheggi dei supermercati dove si riforniscono i ricchi e famosi che hanno le ville lì vicino, decine di immigrati clandestini stanno seduti sul marciapiede aspettando che qualcuno li assuma per il lavoro di una giornata. Di fianco a loro, a Southampton, ogni fine settimana, c’è un ragazzo biondo con un cappello da cowboy che alza un grande cartello e una bandiera americana all’incrocio della strada con scritto: «Come saltano la rete infrangono la legge…Deportiamoli». Sono due mondi e due mentalità che convivono da anni.

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Bus stop per Obama

‘BUS FORCE ONE’ ha fatto solo poche centinaia di chilometri in Iowa e Minnesota, e se non fosse un autobus ultrablindato e con vetri antiproiettile costato oltre un milione di dollari, le polemiche lo avrebbero già polverizzato. Non perché la Casa Bianca ne ha fatti costruire due (uno verrà prestato al candidato ufficiale repubblicano nei prossimi mesi), ma perché, in effetti, il pullman utilizzato da Obama per raggiungere l’America minore intimidisce. I guru del presidente, invece, lo considerano un ‘mezzo di avvicinamento’.

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Sanità Usa, la riforma di Obama sotto scacco

ALLA FINE sarà solo la Corte Suprema, non prima dell’autunno comunque, a esprimere il parere definitivo sulla riforma sanitaria di Obama che entrerà in vigore nel 2014. L’ultimo schiaffo al presidente è venuto dall’Undicesimo distretto d’Appello di Atlanta che ha definito «incostituzionale» la parte della legge che sostiene l’obbligatorietà della polizza assistenziale da parte dei cittadini.

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I capelli grigi di Obama

Obama compie oggi 50 anni e la prima cosa che si nota sono i suoi capelli grigi. Il presidente aveva preparato con cura questa data, segnata da una grande festa per lanciare la sua campagna elettorale da Chicago. La festa ci sarà e più di mille persone parteciperanno con biglietti che vanno dai 50 dollari dei più poveri ai 38.000 dei sostenitori più ricchi.

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Somalia, riso e sangue

Usano i mitra e la fame per bloccare la fuga della popolazione e imporsi come leader della Somalia. Le milizie di Shabaab, i guerriglieri estremisti islamici legati ad Al Qaeda, per vincere la morsa dell’isolamento tengono due milioni di persone in stato di denutrizione impedendo loro di uscire dal paese. Le agenzie umanitarie e l’Onu sono bloccate dalle restrizioni. I gruppi volontari americani rischiano il processo se scoperti a pagare i padroni del territorio per fare passare i loro aiuti diretti ai bambini che stanno morendo a migliaia.

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