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L'ultima trovata dell'Ue: decapitare i motociclisti.

Pubblicato da Barbara Pedrotti Gio, 30/06/2011 - 22:23

Affermazione provocatoria? Certamente, almeno in parte, ma secondo le mie personalissime riflessioni non credo il pensiero di alcuni paesi dell'UE si discosti molto da questa idea.

 Voglio soffermare quest'oggi la mia attenzione sui guard rail, quella struttura che Wikipedia definisce come: "Un dispositivo di ritenuta posto al fine di contenere e redirigere i veicoli uscenti dalla carreggiata e migliorare la sicurezza stradale" e che spesso invece, si trasformano in vere e proprie ghigliottine per il popolo dei motociclisti.

 Mi spiego meglio. 

 Qualche giorno fa, leggendo alcuni articoli incentrati sul mondo delle "due ruote a motore" che tanto amo, vengo a conoscenza di una decisione presa tra il 16 e il 17 giugno a Stoccolma, durante la riunione del Comitato Tecnico incaricato (TC226), riunione che ha sostanzialmente posto uno stop nella ricerca di una soluzione per rendere le strade sicure non solo per gli automobilisti ma anche per gli amanti delle due ruote.

Stop ad un processo di normazione che sembrava dover andare a buon fine. Riduzione della proposta di protocollo a semplice specifica tecnica…in poche parole: voto rimandato.

 Nasce infatti tre anno fa, dalla consapevolezza della non-sicurezza delle strade europee per i motociclisti, l'idea di creare delle norme a livello europeo capaci di salvaguardare in caso di caduta anche i centauri i quali, con gli attuali guard rail, anziché "scivolare" sulla barriera di sicurezza, si bloccano sui dispositivi che dovrebbero salvar loro la vita, subendo danni gravissimi, a volte irreversibili. 

A questo proposito, a seguire, le informazioni che in merito vengono fornite, alla voce "guard rail", da Wikipedia: "La soluzione in acciaio è spesso realizzata con montante a cui è collegato un nastro bi-onda o tri-onda. Questo tipo di soluzione, efficace per i veicoli a quattro o più ruote, risulta mortale per i motociclisti a causa dei montanti che realizzano un effetto ghigliottina." 

 Quello che si intendeva fare sostanzialmente era effettuare una serie di crash test con dei manichini dotati di strumentazione, capaci di fornire informazioni circa le variabili di un incidente, e di verificarne gli effettivi danni sull'ipotetico soggetto coinvolto nell'urto. Il CEN (comitato europeo di normazione) stava lavorando alla realizzazione del cosiddetto "guard rail salva motociclisti" ed eravamo si può dire a buon punto per quanto riguarda la nascita di una norma importante e vincolante, valida per tutti i paesi europei, una "norma armonizzante".

 Avevamo quasi raggiunto il nostro obbiettivo ma una decina di giorni fa la triste notizia: la norma viene approvata (e questo è un bene) ma non in forma vincolante (ecco la nota stonata)…il che significa che l'utilizzo di questi guard rail speciali ("vitali" direi) è raccomandato, quindi facoltativo.

 Si è così perso le spirito iniziale, la voglia di trovare delle norme tecniche che dovessero caratterizzare i guard rail, renderli omologabili, ed unire, in un certo qual modo, tutta l'Europa nella lotta per la sicurezza di TUTTI gli utenti della strada. 

Su 14 paesi registriamo il voto contrario di Regno Unito, Germania, Repubblica Ceca, Olanda, Finlandia, Svezia ed Irlanda, ed il voto favorevole di Francia, Belgio, Norvegia, Italia, Portogallo e Spagna. La dice lunga a questo proposito il commento di Aline Delaye, segretario generale della Federazione Europea delle Associazioni di Motociclisti (FEMA): "Posso solo prendere atto di questa decisione con grande amarezza. Credo che i membri del CEN abbiano perso un'occasione storica per fare la storia della sicurezza della moto. Ora quello che sarà di queste specifiche tecniche per me è un mistero. Ho dei dubbi sulla legittimità degli argomenti portati avanti da coloro che hanno votato no allo standard europeo. Ma questa è la situazione".

 L'UE boccia quindi i "guard rail salva motociclisti" nonostante l'esistenza di una risoluzione europea che inviti a trovare uno standard di questo tipo. Standard che, tra l'alto, già da anni viene applicato con successo in Spagna.

 Mi chiedo onestamente quali siano i motivi che hanno spinto alcuni stati ad opporsi in maniera forte a tali norme; se da un lato lo scarso interesse nei confronti di tale progetto è tuttavia prevedibile in paesi nei quali (è questo, ad esempio, il caso della Svezia) il numero dei motociclisti è veramente esiguo, sorprende il fatto che a schierarsi nettamente per la bocciatura di tale processo ci sia, tra gli altri, anche la Germania, terra da sempre di grandi centauri. 

 Interessi economici? Timori commerciali? Paure dei produttori? Non è dato sapersi.

 In questo mare di notizie ben poco entusiasmanti, giunge però uno spiraglio di luce, almeno per la nostra penisola, sembra infatti che l'Italia sia ben intenzionata a proseguire su questa strada ed a cercare quindi una soluzione per salvare la vita ai motociclisti in caso d'urto sul guard rail. 

 Un plauso quindi all'Italia e per tutti noi la speranza che oltre alle parole ci siano i fatti.

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