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DH: il Paradiso per gli amanti dell'Inferno

Pubblicato da Barbara Pedrotti Dom, 10/07/2011 - 20:41

Si dice spesso che la prima impressione che si ha quando si viene a contatto con una nuova persona sia quella che rimane incisa a fuoco, quasi fosse un marchio, nella nostra memoria. Per me è spesso così. Dopo tanti anni di ciclismo su strada mi sono imbattuta in un evento di DH…quasi un "ritorno alle origini" per me che ho mosso i primi passi da speaker nelle "ruote grasse". Mi sono perciò chiesta, a questo proposito,  quali potessero essere le reazioni e le emozioni che una disciplina che tanto amo come la downhill potesse generalmente provocare. Ho deciso così per curiosità e gioco di sentire le opinioni di alcuni amici. Le loro risposte? Parlano di libertà, pazzia, amore per la natura, adrenalina, gioia, tecnica, vibrazioni,sprezzo del pericolo, velocità, trasgressione, ricerca del limite… Ho girato poi la domanda a me stessa e la risposta è che probabilmente a dire il vero sono d'accordo con tutti loro, ma, ammetto, l'opinione che più mi ha entusiasmato è stata quella di Alessandro che parla di "interpretazione divertente di quella che tutti chiamano salita". 

Divertimento, adrenalina, tecnica e molto altro. Questo effettivamente quello che ho respirato quest'oggi.

Sono 99 a prendere il via alla "3rd DH race by Danger Zone", pronti ad aprire le danze al PBP (Paganella Bike Park), quello che definirei come lo splendido Paradiso per gli amanti dell'Inferno. Nella mattinata il tempo di testare il tracciato e soprattutto se stessi. Il via della prima prova fissato per le ore 13, non prima quindi d'aver fatto il pieno con il celebre binomio Panino & Birra, in pieno stile Rock'n Roll, tipico dei bikers. Tra salti, curve, terra ed alberi si conclude la prima prova, seguita di lì a poco dalla seconda e decisiva. Per la classifica farà fede il migliore dei due tempi e così uno dopo l'altro sul ritmo infuocato della musica arrivano i primi verdetti: bene alcuni italiani ma non scherzano nemmeno gli amici argentini. Il cronometro continua a fare il proprio lavoro, incurante di difficoltà e scivoloni ed è così che in men che non si dica si arriva al momento delle premiazioni. Molti i nomi importanti, tra loro spuntano i dorsali di Rosa Carpano, Martin Messavilla, Maria Federica Zanotto e Stefan Laimer. Anche donne si, e per loro valgono stesso infinito tracciato di 2050 mt e stesse regole. Questi i vincitori nelle categorie assolute, ma oggi sono tutti vincitori, ve lo posso assicurare. Guardo queste donne e questi uomini bardati come guerrieri pronti alla battaglia, oggi non importa se la loro prestazione sarà frutto di qualche fugace allenamento tra una riunione e l'altra, se all'arrivo ad attenderli ci saranno i proprio figli o i propri genitori, se tra di loro si cela un futuro Steve Peat, Sam Hill o Greg Minnaar. Oggi hanno vinto i ragazzi che con tutte le loro forze hanno voluto un park 100% naturale, hanno vinto la voglia di divertirsi e di stare assieme…hanno vinto tutte le strepitose caratteristiche che al nostro ritorno abbiamo portato con noi.

Grandi ragazzi, alla prossima!

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