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Il calcio sostenibile

Pubblicato da Luca Pasquaretta Gio, 12/11/2009 - 12:29

Vincere tenendo a posto i bilanci. Utopia o realtà? Bella domanda, verrebbe da dire. Soprattutto se di mezzo c’è il football, come amano chiamarlo gli inglesi. Jean-Claude Blanc, neo presidente della Juventus, ci crede. La sua mission si chiama calcio sostenibile. Un’idea che ha trovato subito d’accordo il connazionale Michel Platini, che sta cercando di moralizzare le società attraverso il fair play finanziario. In soldoni il numero uno dell’Uefa nel giro di qualche anno vorrebbe che tutti, anche i vari Moratti, Berlusconi e Florentino Perez, non spendessero in giocatori (cartellini e ingaggi) più di quanto incassano. Il discorso non fa una grinza. Sarà possibile realizzarlo? Il tempo è galantuomo. Fatto sta che in Italia, la Juventus ci sta provando già da un pezzo. Come? Attraverso la costruzione di uno stadio di proprietà. Soprattutto adesso che il giochino delle plusvalenze è stato smascherato. Sostanzialmente, tutto ruota intorno al nuovo Delle Alpi che sarà pronto fra 19 mesi. A partire dalla stagione 2011/2012 la Juventus giocherà nella sua nuova casa. E sarà la prima società nella storia del calcio italiano a farlo. E questo ovviamente porterà e sta portando dei benefici in termini economici, senza dimenticare il marketing e il merchandising. I numeri parlano chiaro. In data 11 novembre, praticamente poche ore fa, il nuovo CdA della Signora ha approvato i dati relativi al primo trimestre 2009/2010. Rispetto all’anno scorso i ricavi sono aumentati del 12,7%, generando un risultato operativo positivo per 7,7 milioni di euro. Come dire i conti tornano. Adesso devono quadrare anche sul campo. Perché la Juventus cercherà di rompere l’egemonia dell’Inter, generata da Calciopoli. Riuscirà mister Ferrara a portare a casa il 30 esimo scudetto, come ha sottolineato Jean-Claude Blanc? Servirà continuità come ha fatto sapere John Eklann. Saranno necessari i gol di capitan Del Piero (ormai pronto al rientro contro l’Udinese), ma anche gli assist di Diego, le parate di Buffon, i muscoli di Felipe Melo, l’aggressività di Sissoko, i guizzi di Trezeguet, la potenza di Amauri come la generosità di Iaquinta, l’esperienza di Cannavaro, la forza di Chiellini, la spensieratezza di Marchisio e il genio di Camoranesi. Gli ingredienti sono buoni, adesso bisognerà mixarli nel modo più opportuno. Sarà in grado l’apprendista Ferrara di farlo? Solo dopo aver alzato al cielo un altro trofeo si potrà parlare di missione compiuta. Altrimenti il calcio sostenibile, quello che contempla i successi con i bilanci a posto rimarrà solo una bella incompiuta.

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