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C'era una volta la tv dei ragazzi...

Pubblicato da Davide Papini Mer, 01/06/2011 - 15:14

CON le avventure domenicali dei cinque ragazzi protagonisti di "Slash" (la nuova serie del Gruppo Alcuni, ambientata in Toscana, ma che poi spazia per il Web) ha preso il via la programmazione estiva per bambini (e ragazzi) di Raidue. All'interno del contenitore mattutino "Cartoon Flakes" si aggiungono altre proposte, come il ritorno di Marc Evans e il suo team calcistico in "Inazuma Eleven" oppure la novità di "Rahan", tratta dall'omonimo fumetto francese, che racconta le avventure di un cacciatore preistorico solitario che sogna il giorno in cui l’umanità camminerà sulla retta via e per questo vivrà in pace.

La Rai, sia con produzioni italiani targate "Rai Fiction" che con prodotti internazionali, continua dunque a proporre animazione di qualità in tv, ma già da tempo lo fa con un cambio di rotta significativo, con i suoi pro e i suoi contro, e che non manca di suscitare dibattiti. Assenti su Raiuno ed eliminati da Raitre, nell'ambito delle reti generaliste della tv pubblica i cartoni animati "resistono" ormai solo su Raidue al mattino. Con il progressivo avvento del digitale terrestre, infatti, la Rai ha eliminato lo spazio (di grande qualità) della Tv dei Ragazzi su Rai Tre.

D'altronde, e non solo per i cartoni animati, la strategia della Rai è quella di puntare sempre di più sui canali tematici del digitale terrestre o del satellite. Così, su RaiGulp e YoYo ha "traslocato" gran parte dell'offerta di animazione televisiva proposta dal servizio pubblico. Indubbiamente in crescita, questi due canali tutti dedicati ai telespettatori più giovani offrono il vantaggio di uno spazio molto più ampio per i cartoni animati e di una scelta molto più flessibile da parte degli spettatori più giovani, abituati a muoversi non solo da un canale all'altro, ma anche da un mezzo all'altro (computer, tv, telefonino); dall'altra parte, in una realtà dove ancora il digitale non arriva dappertutto e dove ancora la tv generalista ha un peso notevolissimo in termini di ascolti, il passaggio non poteva essere indolore.

Così, già all'ultimo "Cartoons on the Bay" i produttori italiani di animazione (riuniti nell'associazione "Cartoon Italia") avevano lanciato il loro grido di dolore per lo spostamento massiccio dei loro prodotti sul digitale: "La programmazione per i ragazzi della Rai deve aver luogo su reti dedicate e su reti generaliste. Non capiamo la decisione di sopprimere la programmazione per i bambini e i ragazzi su Rai 3". Al tempo stesso, anche gli autori di cartoni animati mugugnano da tempo per il fatto di non vedere i loro prodotti in onda sulle reti generaliste, ancora decisamente più viste di quelle tematiche.

La Rai, però, guarda avanti e pensa al futuro. Così, il vicedirettore generale Antonio Marano è stato esplicito: "Con l’avvento ormai in tutto il territorio nazionale del digitale terrestre si deve smettere di pensare a queste reti come una diminutio rispetto alle generaliste". Insomma, la tv è cambiata, il pubblico (soprattutto quello dei più giovani) cambia ancor più velocemente e, quindi, addio tv dei ragazzi e cartoni animati sulle reti generaliste.

Sarà... Tuttavia, ci restano un dubbio e un rimpianto. Il dubbio è cosa ci stiano a fare, allora, le reti generaliste all'interno della Rai. Il rimpianto è per la tv dei ragazzi, non solo per nostalgico ricordo, ma perché continuiamo a vederle come parte integrante e fondamentale della programmazione di una tv pubblica anche nelle reti generaliste. Ma forse è perché siamo vecchi...

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