• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Bonelli, l'addio a un grande "fumettaro"

Pubblicato da Davide Papini Lun, 26/09/2011 - 21:35

NEL RACCOMANDARSI affinché i suoi collaboratori non prendessero un caso unico (come il successo di Tex Willer) come pietra di paragone con altre serie a fumetti,  l'editore Sergio Bonelli ripeteva: "Dimenticatevi di Tex", quasi parafrasando la famosa "Ricordatevi di Alamo" (espressione mitica nell'epopea western, attribuita al generale texano Sam Houston che vendicò gli eroi di Fort Alamo, Davy Crockett in testa, massacrati dai messicani nel febbraio 1836). Mi chiedo oggi, a poche ore dalla morte di Bonelli come sarà possibile dimenticarsi di Tez, Zagor, Mister No, Dylan Dog, Martin Mystère e... soprattutto, come sarà possibile dimenticarsi di Sergio Bonelli.    Editore di fiuto straordinario e di maniacale precisione nel lavoro, Sergio Bonelli è stato anche un autore di grande qualità, con lo pseudonimo di Guido Nolitta,  creando Zagor e Mister No, ma anche firmando alcune storie molto belle di Tex. Proprio Tex Willer, l'inossidabile ranger del Texas creato dal 1948 da Gianluigi Bonelli, il padre di Sergio ed edito in avvio dalla madre Tea, per Bonelli è stato una sorta di fratello, un personaggio che ha segnato la fortuna della casa editrice che porta il suo nome (nella mitica sede milanese di via Buonarroti).      La capacità di Sergio Bonelli è stata quella di circondarsi di ottimi collaboratori e di non vivere di rendita, pur ricordando il carattere abitudinario (e un po' conservatore) dei lettori italiani di fumetti. E di scommettere sul futuro, come quando ha lanciato Martin Mystère e poi Dylan Dog (a proposito, l'indagatore dell'incubo compie 25 anni in questi giorni) o Nathan Never. E poi Magico Vento e Julia e poi tante miniserie.         Difficile non essere d'accordo con Alfredo Castelli (uno dei grandi sceneggiatori italiani, amico di Sergio Bonelli dal 1965) quando dice che con Bonelli se ne va "l'ultimo combattente" del fumetto italiano, forse davvero l'ultimo che credeva nel fumetto "puro" senza altre contaminazioni e lo amava da vero appassionato, ancor prima che da editore e autore. Non è retorica dire che Bonelli era un po' l'ultima bandiera e, non a caso, proprio questa sua caratteristica (oltre a competenza e talento) ne ha fatto l'editore più importante (largamente più importante) del mondo dei fumetti in Italia.    Dimenticarti, caro Sergio, non sarà proprio possibile.

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.