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Tecnico sì, ma non troppo

Pubblicato da Giovanni Panettiere Sab, 12/11/2011 - 23:38

Disarcionato il Cavaliere, il mondo cattolico segue con attenzione lo scorrere dei titoli di coda. Da tempo i rapporti tra la Chiesa e l'ex premier erano ai minimi storici. Persino Cl aveva preso le distanze dall'Unto del Signore. Ora che le dimissioni sono realtà, nelle sacre stanze non si stracciano le vesti. ll vento degli eventi spira verso un governo di larghe intese a guida Mario Monti. E Oltre Tevere apprezza. Attestati di stima per l'ex commissario dell'Unione europea arrivano anche da Famiglia Cristiana, da sempre in prima linea nella critica a Berlusconi: <Monti è un cattolico con una visione rigorosamente laica della politica, in grado di coagulare due mondi spesso divisi dalle radicalizzazioni del berlusconismo>.

Nei settori più vicini alla Cei restano solo alcune perplessità sulla composizione del futuro esecutivo. Tecnico sì, ma non troppo. A dare voce al sentire deli vescovi ci pensa il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, rispondendo ad un lettera sull'edizione odierna del quotidiano: «Non serve solo ‘tecnica’, ma anche moltissima, buona ‘politica’ per essere all’altezza del compito». Ovvero per portare a termine misure urgenti su welfare, fisco pro famiglia e legge elettorale. Politico o tecnico, per la Cei l'importante è svangare le urne.

Già mercoledì, in un suo editoriale, sempre Tarquinio bollava il voto anticipato come <una fuga inevitabilmente scoordinata e rabbiosa che non servirebbe in alcun modo all'Italia>. Sempre che si voglia contribuire a dare <quella risposta lucida, coraggiosa e disinteressata all'incalzante emergenza economico-finanziaria>. Davvero è solo questione di azioni, spread e Btp? Non proprio. L'allergia alle urne deli vescovi sarà dettata anche dalla crisi, ma soprattutto dall'esigenza di salvaguardare i lavori dell'attuale legislatura. Se si sciogliesse il parlamento, anche la legge sul fine vita finirebbe in soffitta.

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