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Se i vescovi fanno i politici

Pubblicato da Giovanni Panettiere Dom, 30/10/2011 - 23:20

Ben vengano i vescovi attenti ai problemi sociali, alla politica come ricerca del bene comune. Ma lasciano perplessi quei pastori che si accodano ai partiti. I prelati possono avere le loro idee - ci mancherebbe, sono cittadini come gli altri -, andare in piazza con i lavoratori e la società civile. Il problema sorge quando, anche senza volerlo, vestono una casacca, finendo nel tritacarne di congressi e seminari di partito. Non importa se a destra o sinistra.

L'ultimo a scendere in campo non è stato un vescovo qualsiasi. Padre Giancarlo Bregantini, oggi arcivescovo di Campobasso e presidente della commissione lavoro della Cei, rappresenta uno dei volti più noti del nostro episcopato. Per anni, come guida della diocesi di Locri, si è distinto in una strenue battaglia evangelica contro la 'ndrangheta. Arrivò persino a scomunicare «coloro che fanno abortire la vita dei nostri giovani, uccidendo e sparando, e delle nostre terre, avvelenando i nostri campi». Nel 2007 il papa lo promosse in Molise e tra i calabresi furono lacrime e disperazione, tanto era l'amore per quel religioso stimmatino venuto dal Trentino. E diventato bruzio, giorno dopo giorno, respirando l'aria di una terra martoriata dalla crimininalità, con risorse non sempre valorizzate.

Domenica Bregantini era a Napoli. Esattamente alla fiera d'Oltremare, dove è intervenuto alla giornata inaugurale di 'Finalmente Sud', la scuola politica targata Pd.  Davanti a una platea di oltre 2mila giovani l'arcivescovo ha tracciato le linee per una buona politica: <Non siate mai contro, perché è da perdenti, fate una politica pro. Sarete così vincenti e lancerete il cuore oltre l’ostacolo, attraverso stima comune e costruzione del bene comune>. Sullo sfondo il simbolo del Pd. Ed è su questa scenografia che scivola un insegnamento prezioso e altamente condivisbile. Ancora una volta la colpa ricade sulla solita malsana commistione tra Chiesa e partiti.

Sia chiaro: Bregantini non è il primo, né sarà l'ultimo vescovo che dice sì agli inviti delle segreterie. Sotto l'ombra dello scudo crociato sono sfilati fior fior di esponenti dei vertici ecclesiali. Più di recente l'arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, a settembre, è salito in cattedra davanti ai giovani Pdl, in quel di Frascati. Non mancarono le polemiche sulla lezione del presidente della Cei. Se non altro Bregantini guida l'arcidiocesi di Campobasso, non i vescovi italiani.

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