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La Cei scarica Berlusconi, non il centrodestra

Pubblicato da Giovanni Panettiere Sab, 01/10/2011 - 22:27

Stavolta il presidente della Cei non poteva più tacere. Incalzato da una base cattolica sempre più a disagio e dai mal di pancia intestini ad una fetta crescente dell'episcopato, Bagnasco ha rotto gli indugi, condannando ‘le bravate’ del Cavaliere. La strigliata è arrivata in apertura dell'ultimo consiglio permanente: <Assistiamo a comportamenti immorali, incompatibili con l’esercizio di cariche pubbliche>. Nonostante non abbia fatto nome e cognome del peccatore - la Chiesa stigmatizza la colpa, non il colpevole -, mai il cardinale era stato così diretto. Segno che per la Cei Berlusconi ha fatto il suo tempo.

Quel che disturba i vescovi non è tanto la condotta licenziosa del premier quanto l'autoleggittimazione di uno stile di vita contrario alla morale cattolica. Troppo, troppo anche per l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei che da tempo coltiva buoni rapporti con la maggioranza. Ne è prova la sua lectio magistralis a Frascati su 'Chiesa e politica', in occasione della Summer school dei giovani Pdl (4 settembre), ampiamente documentata dall'agenzia Adista (numero 65/2011).

Non tutti nella Cei hanno atteso l'ultimo treno utile per gridare al re nudo. Solo pochi giorni prima della prolusione del presidente, il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, canonista e pastore influente, aveva sollecitato, per l'ennesima volta, i vertici della Chiesa italiana a stigmatizzare le notti del premier. E alla fine è stato accontentato.

Se l'episcopato scarica Berlusconi - il segretario generale Mariano Crociata ha smentito 'l'ordine di sfratto'  -, i vescovi non abbandonano la nave del centrodestra. E' qui che trovano maggiori garanzie sulla tutela dei valori non negoziabili e dei privilegi ecclesiali. Così, mentre la segreteria di Stato vaticana non archivia ancora il berlusconismo, la Cei traccia già nuovi orizzonti per il futuro prossimo.

Il primo resta la ricomposizione della frattura tra il Pdl di Alfano e l’Udc di Casini. In alternativa, si lavora alla costruzione di un nuovo partito dei cattolici, in grado di unire i devoti di ogni schieramento. Di destra come di sinistra. Al cantiere politico guarda con interesse anche il segretario di Stato, Tarcisio Bertone.  

Entrambe le ipotesi sul tavolo Cei hanno come unico fine quello di battere l’asse di centrosinistra Pd-Idv-Sel, giudicato radicale e laicista, nonostante la presenza di cattolici come Rosy Bindi e Nichi Vendola. La morale episcopale è più che chiara: finito un premier se ne fa un altro, non importa se credente, conta che sia devoto. Banditi i cattolici adulti.

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