• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

In memoria di Giancarlo Zizola

Pubblicato da Giovanni Panettiere Ven, 16/09/2011 - 19:51

Quando l'occhio incrociava la sua firma era una garanzia. Sapevi subito che avresti letto un articolo documentato sul Vaticano, le sue dinamiche, i suoi retroscena. Scritti non facili, ma sempre capaci di arricchire il bagaglio culturale degli appassionati. Giancarlo Zizola non era un vaticanista qualunque.  Conoscitore della storia, il suo nome rappresentava il non plus ultra. Era il decano, il Maestro. Ricordo ancora lo sguardo severo di un altro grande dell'informazione religiosa davanti alla mia ingenua ignoranza. Solo dopo anni ho capito che cosa significasse nel settore non conoscere libri e articoli di Zizola. L'imprescindibile.

Se n'è andato due giorni fa a 75 anni, mentre si accingeva a tornare a Roma dopo aver partecipato a Monaco di Baviera al meeting interreligioso, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio. Si è sentito male in albergo poco prima di prendere il volo per l'Italia. Gli amici l'hanno portato in ospedale, ma il suo cuore non ne ha più voluto sapere di ripartire. Anche per lui era iniziata una nuova vita in attesa della Risurrezione.

Incominciò la sua carriera all'Osservatore Romano grazie alla segnalazione di papa Giovanni XXIII, ex patriarca di Venezia. Negli anni successivi Zizola lavorò come vaticanista ad Avvenire, al Giorno, a Panorama, al Sole 24 Ore per chiudere a Repubblica. In tanti fino all'ultimo si sono contesi la firma più prestigiosa.

La sua più grande fortuna, come amava ricordare, è stata quella di poter seguire in presa diretta il Concilio Vaticano II. Dalla primavera della Chiesa Zizola ereditò l'amore e l'attenzione per la collegialità, la libertà religiosa, il dialogo ecumenico e la liturgia in lingua volgare. Proprio sul ruolo del Concilio nella storia della Chiesa non mancò di criticare l'ermeneutica della continuità, sancita da papa Ratzinger nel noto discorso alla Curia romana del 2005. Troppe le novità pastorali per non individuare una cesura nel cammino secolare del popolo di Dio.

Memorabile la sua carellata sugli ultimi successori di San Pietro (I papi del XX e XXI secolo. Da Leone XIII a Benedetto XVI, Newton Compton, 2005). Da Leone XIII, il pontefice dell'apertura alla modernità, alla caccia ai modernisti di papa Sarto, dal sorriso lungo 33 giorni del 'fragile' Luciani al teologo tedesco deluso dal '68, passando per la nuova evangelizzazione di Wojtyla.Citando il Codice di diritto canonico, Zizola soleva ricordare che <i fedeli hanno diritto, e anche talora il dovere, di manifestare la loro opinione sulle cose che riguardano il bene della Chiesa ai sacri Pastori e a renderla nota agli altri fedeli, salva l'integrita' della fede e dei costumi e la riverenza verso i Pastori, fatta attenzione all'utilità comune e alla dignità delle persone>. Le norme esistono, basta conoscerle. Alla faccia di quei cardinali in pensione che amano scrivere e descrivere i laici come un gregge da governare e tenere a bada.

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.