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Chiesa austriaca al bivio

VENTI di tempesta sulla Chiesa austriaca, ormai a un passo dalla rottura. Specie dopo il fallimento del dialogo tra il presidente dei vescovi, cardinale Christoph Schonborn, e un manipolo di preti saliti sulle barricate per invocare riforme strutturali all’interno della comunità. Trecento parroci, su un totale di tremila parrocchie, che, in un inedito Appello alla disobbedienza, diffuso il 19 giugno, sostengono il sacerdozio femminile e le messe presiedute dai laici. Il tutto in un contesto ecclesiale segnato da un flusso vorticoso di abbandoni.

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Tecnico sì, ma non troppo

Disarcionato il Cavaliere, il mondo cattolico segue con attenzione lo scorrere dei titoli di coda. Da tempo i rapporti tra la Chiesa e l'ex premier erano ai minimi storici. Persino Cl aveva preso le distanze dall'Unto del Signore. Ora che le dimissioni sono realtà, nelle sacre stanze non si stracciano le vesti. ll vento degli eventi spira verso un governo di larghe intese a guida Mario Monti. E Oltre Tevere apprezza.

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Se i vescovi fanno i politici

Ben vengano i vescovi attenti ai problemi sociali, alla politica come ricerca del bene comune. Ma lasciano perplessi quei pastori che si accodano ai partiti. I prelati possono avere le loro idee - ci mancherebbe, sono cittadini come gli altri -, andare in piazza con i lavoratori e la società civile. Il problema sorge quando, anche senza volerlo, vestono una casacca, finendo nel tritacarne di congressi e seminari di partito. Non importa se a destra o sinistra.

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Il Vaticano contro il liberismo: <Serve una banca mondiale>

Articolo pubblicato sul Qn-Giorno/Resto del Carlino/Nazione, 25 ottobre 2011

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Don Mazzi, prete ribelle, fedele al Vangelo

<Speriamo l'incontro sia presto. Ormai anche per me il tempo stringe>. Non ho mai conosciuto di persona don Enzo Mazzi. Con lui ho avuto solo un breve scambio telefonico un paio di anni fa. Sapevo che stava male, ma non credevo se ne andasse così in fretta: era già agli ultimi granelli della clessidra.

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<Popolo di Dio, condivisione, comunione: la Chiesa va aggiornata>. Intervista al vescovo di Asti

 

Monsignor Francesco Ravinale, vescovo di Asti

di Giovanni Panettiere, Asti, 17 agosto 2011

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La Cei scarica Berlusconi, non il centrodestra

Stavolta il presidente della Cei non poteva più tacere. Incalzato da una base cattolica sempre più a disagio e dai mal di pancia intestini ad una fetta crescente dell'episcopato, Bagnasco ha rotto gli indugi, condannando ‘le bravate’ del Cavaliere. La strigliata è arrivata in apertura dell'ultimo consiglio permanente: <Assistiamo a comportamenti immorali, incompatibili con l’esercizio di cariche pubbliche>. Nonostante non abbia fatto nome e cognome del peccatore - la Chiesa stigmatizza la colpa, non il colpevole -, mai il cardinale era stato così diretto.

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Sposati e preti, condom e Aids: la parola al vescovo Lafranconi

 

 Monsignor Dante Lafranconi, vescovo di Cremona

 

Pubblichiamo l'intervista integrale a monsignor Dante Lafranconi, vescovo di Cremona e già presidente della commissione famiglia della Cei, apparsa in versione ridotta sul Quotidiano Nazionale (Giorno, Resto del Carlino, Nazione) il 14 settembre 2011.

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In memoria di Giancarlo Zizola

Quando l'occhio incrociava la sua firma era una garanzia. Sapevi subito che avresti letto un articolo documentato sul Vaticano, le sue dinamiche, i suoi retroscena. Scritti non facili, ma sempre capaci di arricchire il bagaglio culturale degli appassionati. Giancarlo Zizola non era un vaticanista qualunque.  Conoscitore della storia, il suo nome rappresentava il non plus ultra. Era il decano, il Maestro. Ricordo ancora lo sguardo severo di un altro grande dell'informazione religiosa davanti alla mia ingenua ignoranza.

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Tettamanzi dona a Milano la sua biblioteca

Come ultimo regalo per la sua Milano ha pensato ad un libro. Anzi, a novemila volumi, per lo più di esegesi biblica, spiritualità, teologia e filosofia. Prima di lasciare il pastorale che fu di San Carlo Borromeo, il cardinale Dionigi Tettamanzi si è spogliato della sua biblioteca personale e l'ha donata alla città. A quei milanesi che si spera abbiano ancora tempo e voglia di abbeverarsi alla fonte del sapere cristiano. Magari stringendo tra le mani un libro sfogliato, meditato dal successore di Sant'Ambrogio. 

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