• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Sla, via alla sperimentazione con cellule staminali adulte

Pubblicato da Massimo Pandolfi Dom, 20/11/2011 - 22:09

Riporto un importante articolo pubblicato su Tgcom.

 

Via libera alla sperimentazione clinica, con cellule staminali adulte per combattere la SLA o sclerosi laterale amnio trofica. Una malattia da sempre difficile da diagnosticare, non esiste infatti un test per identificarla e ad oggi incurabile.

L’istituto superiore di sanità ha autorizzato l’avvio della fase 1 che prevede l’impianto di cellule staminali cerebrali umane in selezionati pazienti.

Nove anni di studi, ricerche e attesa Tutto merito dell’impegno del dottor Angelo Luigi Vescovi, genetista e direttore scientifico dell'Ircss Casa sollievo della sofferenza opera di san Pio da Pietrelcina, su un progetto sviluppato congiuntamente dalla Fondazione cellule staminali, l'associazione Neurothon onlus e la diocesi di Terni, Narni e Amelia con il vescovo Vincenzo Paglia.

L'annuncio è arrivato in concomitanza con la conferenza sulle staminali adulte in Vaticano dove il Papa Benedetto XVI ha voluto ribadire tutto il suo incoraggiamento a quanti si impegnano nella ricerca sulle cellule staminali adulte: "Essa apre le possibilità per curare malattie croniche degenerative riparando il tessuto danneggiato e ripristinando la sua capacità di rigenerazione”, ha detto.

Professor Vescovi su quanti pazienti verrà effettuato? “Ieri sera è arrivata l’autorizzazione ed entro pochi giorni daremo il via al reclutamento dei 18 pazienti che verranno seguiti a Terni. Inizieremo da un solo ospedale e da pochi pazienti perché il protocollo ha una sua una normativa molto stringente, come è giusto che sia in tali casi così delicati. Durante il trasporto le cellule staminali cerebrali, che sono un farmaco, rischiano di essere alterate. Inoltre, quando si arriva nell'ospedale dove le cellule andrebbero trapiantate, bisogna che le cellule trovino lo stesso identico ambiente del laboratorio dove sono state estratte.

In futuro la sperimentazione potrà essere allargata? Al momento, la sperimentazione si fa all’ospedale Santa Maria di Terni dove si trova il laboratorio dove vengono prodotti le cellule staminali, ottenute coltivando in laboratorio frammenti di tessuto neuronale conservati nella Biobanca. La procedura è obbligatoria e mira a verificare la sicurezza del trial in relazione ai mezzi e alle strutture ospedaliere a disposizione degli sperimentatori. I comitati etici dovranno esaminare il protocollo ed esprimere un parere. Poi in un futuro credo ragionevolmente breve si farà anche altrove, si potranno trasportare cellule dove si vuole.

Come mai la cura avverrà con cellule cerebrali? Stiamo cercando di intervenire su problematiche che prevedono danni del tessuto nervoso cerebrale e ci vogliono cellule appartenenti a quel tessuto. Ci si è rivolti al cervello perché qualunque risultato avrà questo trial varrà per il trapianto di queste cellule in tutti gli altri casi di malattie neurogenerative come il Parkinson, l'ischemia multipla, l'Alzehimer.

A quando l’inizio vero e proprio? “Nell'attesa, si stanno già svolgendo gli incontri organizzativi con i responsabili neurologi, i neurochirurghi anestesisti e pneumologi per mettere a punto nel dettaglio gli aspetti pratici, l’inizio della fase 1 sarà verosimilmente entro l’autunno del 2012”

SLA: Mutazione scoperta ma tutta da studiare A ciò che oggi si conosce della genetica di questa malattia, e cioè che la mutazione di un gene chiamato Sod1 (di cui sono state identificate oltre 100 diverse mutazioni) può provocare la malattia nella sua forma familiare, vale a dire ereditaria, si aggiunge la scoperta di un nuovo gene responsabile, c9orf72. La sua mutazione, come spiega Adriano Chiò, direttore del Centro Sla dell'Ospedale Molinette, determina l'alterazione di una proteina e non è stata mai trovata in soggetti sani e pertanto viene considerata responsabile della malattia, ma ancora non conosciamo il meccanismo con cui può provocarla . L'alterazione del gene c9orf72 che è stata scoperta, tecnicamente si chiama espansione genica e come spiega Chiò, oggi «ci sono molti studi su questo tipo di mutazioni e sono considerate più aggredibili da una possibile terapia». I prossimi anni serviranno per studiarla e per comprendere il meccanismo con cui si produce il danno e se può diventare un indicatore di malattia. Va ricordato che la Sla ha, oltre alla componente genetica, anche una componente ambientale: «Non conosciamo le interazioni tra questo gene e l'ambiente, quindi anche queste andranno esplorate, anche perché non è detto che la presenza di un gene si traduca sempre in malattia» sottolinea l'esperto.

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.