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Scuola, la verità vera sull'occupazione

Pubblicato da Massimo Pandolfi Gio, 23/10/2008 - 21:54

Ho ricevuto un'email  molto bella da una mamma. Una mamma di una studentessa. In questi giorni che ne sentiamo di tutti i colori sulla scuola. riflettete su ciò che scrive la signora Daniela. E riflettete: studenti (presi in giro e strumentalizzati da certi politici) e insegnanti

 

Sono la mamma di un’alunna di prima iscritta a un istituto superiore di Ravenna. Vorrei dire frequentante l'istituto, ma non posso. Alcuni studenti lo hanno occupato e vi hanno impedito lo svolgimento delle lezioni. Ieri, mercoledì, l’ho accompagnata. Alle 7 e 50 il portone è chiuso. Oltre a noi, un paio di professori. Suoniamo, ci aprono, entriamo. Un ragazzo sui diciassette anni mi ferma: “Lei chi è? Cosa vuole?”. Sono la mamma di una ragazza di prima, voglio che si faccia lezione. “La scuola è nostra, l’abbiamo occupata, niente lezione. Se ne vada per favore” e mi sospinge verso il portone.Tua? La scuola è tua? No ragazzo, ho risposto, questa scuola è tanto tua quanto mia e tu non puoi fare una prepotenza così, fermando le lezioni alle quali mia figlia ha il diritto di partecipare. “La scuola è nostra”, ripete. Nostra, sì, è pubblica è di tutti! E tu non ti arroghi questo dirittto, di decidere cosa farci. Mi risponde una ragazza: “L’occupazione è l’ultima spiaggia per farci sentire e impedire la legge della Gelmini”. E’ una spiaggia sbagliata. Fate sciopero. Andate a manifestare in piazza. Ma occupare la scuola! Fermare il servizio pubblico! Dov’è il preside? “Il preside non può entrare – mi risponde –sennò che occupazione è?”.Arrivano i professori. Entrano nella loro scuola, nella nostra scuola, scuola di tutti, prendono atto che non è possibile fare lezione, firmano un foglio e se ne vanno. Se restano, mi spiegano, sono responsabili di quel che succede all’interno dell’edificio. Mi sembra giusto, replico, sono i professori. Chi deve essere responsabile? “Buongiorno, dove firmo?” Qui prof. Buongiorno, buongiorno. Alcuni insegnanti, insieme al personale Ata, si fermano. Siedono sulle scale, leggono il giornale. Che altro c’è da fare? Andate a guardare le firme di quelli che sono entrati. Sono in numero pari ai ragazzi. Bastava che ne prendessero uno ciascuno e gli dicessero: adesso basta. Adesso in classe a far lezione. E non ti provare a dir nulla che ti sfacello di compiti. E se non li fai ti becchi una nota e con cinque note non hai la sufficienza in condotta e ripeti l’anno, fila! Invece: nessuno capace di porsi con autorevolezza davanti a questi ragazzi. Un’insegnante chiede: “Ma dimmi cosa fate? E’ occupazione o autogestione? Perché se è occupazione è una cosa, autogestione è un’altra”. E’ importante saperlo? La realtà non cambia. Non si fa lezione. La ragazza dice che vedranno un filmato sul G8. Esco. Fuori un gruppo numeroso di insegnanti, personale Ata. Sono le 8 e 20, arriva la vicepreside. Alla mia richiesta di spiegazioni mi risponde: “Tutte le scuole sono occupate”.Non è vero, rispondo. Nella vicinissima Forlì nemmeno una. A Cesena neanche. Evidentemente là ci sono dei presidi capaci di fare funzionare le loro, le nostre scuole. “E’ un problema che riguarda tutta Italia. A Milano hanno caricato”. Ravenna come Milano? Ma per favore. No, è un problema di alcune scuole. Di poche scuole. La maggioranza prosegue le lezioni.Mi spiega che ieri la dirigenza scolastica ha concordato un testo con i ragazzi, che mi fa leggere: i ragazzi bloccano le lezioni ma permettono ai professori di stare in sala insegnanti e non viene interrotta la segreteria. “In questo modo - mi illumina la vicepreside -  non viene interrotto il servizio pubblico”.Cosa? Ma il servizio che la scuola deve dare non è una segreteria funzionante! E’ un insegnante che spiega e una classe che impara e che fa! Se l’insegnante non può spiegare e gli studenti non possono imparare allora è interrotto il servizio pubblico!“Signora lo abbiamo fatto per non fare rischiare a loro e a noi: se la scuola scende sotto la soglia dei giorni obbligatori per legge, i ragazzi perdono l’anno. E siamo al limite, con oggi rischiano di ripetere”.Diciamoglielo: “Ragazzi, se non si fa lezione, per legge venite bocciati, è automatico. Il Liceo quest’anno chiuderà, i professori andranno a fare altro, il preside pure” e noi genitori iscriveremo i nostri figli da un’altra parte.Arriva il preside. Lo fermo: “Come è potuta accadere una cosa simile?”. “Signora lei qui è sola. Dove sono i genitori degli altri alunni?”. Bel modo di svincolare, ma ha ragione.Entrano tutti, preside, vicepreside e un drappello di insegnanti. L’ultima immagine che ho è la vicepreside davanti alla ragazza con cui parlavo: “Questo foglio lo avete firmato voi. Io ieri l’ho trasmesso alla Digos. Adesso ci fate entrare.” E la ragazza: “Io non ci sto capendo più niente!”. Poi il portone viene chiuso.Non so se la legge della Gelmini sia fatta bene o male. Di certo una scuola così non funziona.

Daniela Tedioli

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